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Insieme per l'ambiente

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Intervista a Franco Venanzi, Presidente di A.N.C.O, Associazione Nazionale Concessionari Consorzi

A.N.C.O (Associazione Nazionale Concessionari Consorzi), nata prima come A.N.C.O.M.E (Associazione Nazionale Concessionari Oli Minerali Esausti), e costituita nel 1982, è formata da tutte le aziende che, già in possesso di tutte le risorse e delle autorizzazioni necessarie, secondo la normativa vigente, allo svolgimento dell'attività, si occupano di recupero di un determinato tipo di rifiuti quali: oli usati, come concessionari del COOU, batterie esauste, come incaricati del COBAT, oli vegetali esausti, come incaricati CONOE e infine rifiuti elettrici ed elettronici e pile esauste.

Riusa: Come si è chiuso il 2015 per A.N.CO.?

A.N.CO. è sempre in prima linea per tutelare le aziende associate e, anche in un periodo di crisi come questo, proprio per dare un segnale positivo, non abbiamo rinunciato ai nostri appuntamenti consueti.
Abbiamo partecipato ad ECOMONDO 2015, dal 3 al 6 novembre, appuntamento annuale che è l'occasione per presentare i risultati, verificare i progressi raggiunti, tracciare le linee guida per gli obiettivi di medio-lungo termine.

Altro appuntamento importante del 2015 è stato il Convegno Nazionale A.N.CO., che approfittando della straordinaria vetrina offerta da EXPO 2015, si è svolto a Milano nei giorni 24 e 25 settembre.
Significativo è stato il titolo che abbiamo dato al Convegno: “I sistemi di raccolta: da Green Economy a Economia Circolare”, argomento che sempre più attira l'interesse degli operatori del settore.

L'Associazione, inoltre, sempre attenta alle problematiche e alle novità normative che possono interessare ai propri associati, nel 2015 ha organizzato due interessanti Convegni:
27 maggio 2015: “NUOVO ADR 2015 E NUOVA CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI, al fine di enunciare le modifiche introdotte dal nuovo ADR 2015 e con l'intento di meglio comprendere come applicare i criteri per l'attribuzione delle caratteristiche di pericolo;
24 novembre 2015: “GIORNATA INFORMATIVA SEVESO TER”, con l'intento di chiarire e trarre le conclusioni in merito all'applicazione di una norma molto complessa per le nostre aziende.

Entrambi i Convegni sono stati molto apprezzati sia per gli argomenti trattati che per la competenza dei relatori che hanno risposto in modo esauriente alle domande dei partecipanti.
A.N.CO. è sempre a fianco delle aziende associate per supportarle nei modi più opportuni e con la speranza che le stesse possano essere sempre più apprezzate per la specificità dei loro interventi sul territorio nazionale.

Riusa: Quali sono le prospettive per il 2016?

I primi tre mesi del 2016 sono stati caratterizzati da importanti incontri effettuati al fine di impostare la “nuova A.N.CO.”
Ci avviciniamo al momento in cui la nostra associazione deve tornare alle urne per individuare le figure che andranno a formare i nuovi assetti associativi.

Altre novità sono all'orizzonte e il nuovo C.D. dovrà lavorare su alcuni punti cardine che l'A.N.CO. ha individuato.
Continuano con il COOU e il COBAT i rapporti stretti di collaborazione, che porteranno la nostra categoria a lavorare nel migliore dei modi.
Prosegue anche il rapporto con il CONOE e siamo fiduciosi che alcuni cambiamenti che si apporteranno saranno positivi sia per il Consorzio stesso che per tutti i nostri associati. Nel settore RAEE si stanno monitorando alcune novità e in questo ambito stiamo collaborando con Confcommercio.

Continua anche l'impegno dell'Associazione nei confronti degli associati con l'organizzazione di importanti seminari, il primo dei quali lo scorso febbraio: in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano, si è tenuto il Convegno sul MUD 2016, dal titolo “Le modalità di compilazione e di invio del modello unico di dichiarazione ambientale per gli operatori del settore”.
Al seminario hanno partecipato moltissime aziende sempre alla ricerca di chiarimenti che possano semplificare gli aspetti burocratici.

E' fondamentale per noi imprenditori del settore avere le idee chiare su come lavorare e sicuramente questi seminari formativi offrono un valido aiuto anche alla luce dei frequenti cambiamenti normativi.

Riusa:Che cosa si aspetta dal mondo della politica per far crescere il recupero di oli vegetali esausti, oli usati, batterie e pile esauste ed infine rifiuti elettrici ed elettronici?Sarebbe sicuramente determinante una migliore applicazione delle norme mediante l'emanazione dei c.d. decreti attuativi previsti dal Testo Unico Ambientale che permetterebbero una crescita sia in termini di recupero dei rifiuti stessi, che un risparmio economico per l'intera collettività.

In questo modo si valorizzerebbe maggiormente la c.d. Green Economy. Altro aspetto importante, sempre per consentire una maggiore crescita del recupero dei rifiuti, è rappresentato dalla semplificazione burocratica indispensabile per il settore della gestione dei rifiuti già denso di norme farraginose.

Un corpus iuris snello e certo è sinonimo di efficacia ed efficienza di un settore. A livello politico, la parola d'ordine dovrebbe essere, il condizionale è d'obbligo, "Semplificazione" in quanto ciò, permetterebbe un recupero effettivo ed oggettivo dei rifiuti comportando di fatto un incremento e contestualmente un risparmio economico a tutto tondo e conseguentemente, la creazione di nuovi ed ulteriori posti di lavoro. Concludendo, le norme devono essere pro e non contro lo sviluppo imprenditoriale ed economico-sociale (vedi Sistri).

Riusa:Qual è il ruolo delle aziende per far crescere il recupero dei rifiuti sopra citati?Ribadendo che la "Semplificazione" normativa e burocratica è uno strumento indispensabile per la crescita oggettiva di un paese e nel caso specifico consentirebbe di effettuare un maggiore recupero dei rifiuti, ritengo che sia necessario che le norme vadano di pari passo al progresso tecnico e tecnologico.

Dando un'occhiata ai vari decreti attuativi dei rifiuti da noi gestiti, ci si rende conto di come, appunto, le norme non tengano conto del progresso tecnologico raggiunto negli ultimi dieci anni e quindi ciò, non permette di poter svolgere il recupero su alcune quantità di rifiuti oggi destinati obbligatoriamente allo smaltimento definitivo. A ciò, si aggiunga anche il fatto che i segnali della ripresa economica sono deboli e ancora poco incisivi.

Per un cambio di passo le componenti da valutare sono svariate e quindi, sarà necessario prendere in considerazione lungo la strada delle riforme, la riduzione degli eccessi di burocrazia, la riduzione della pressione fiscale e delle imposte, potenziare le infrastrutture, ecc. Tutto questo è fondamentale non solo per il settore della gestione dei rifiuti, ma per qualsiasi altro settore economico-produttivo.

Riusa: Cosa fa/ha intenzione di fare la vostra associazione per coinvolgere i bambini e la scuola sul tema del recupero dei rifiuti?Partendo dal presupposto che l'educazione ambientale è un principio basilare a cui tutti dovremmo tendere, come partner del COOU, COBAT e CONOE, siamo impegnati in varie manifestazioni di educazione ambientale a livello scolastico al fine non solo di infondere un senso civico sin dai primi anni scolastici, ma anche per far comprendere che i rifiuti non devono essere considerati solo come tali ma una opportunità di dar vita ad altri oggetti a seguito del loro recupero.

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