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Germania: stop alle auto tradizionali entro il 2030

Auto

Una proposta di legge coraggiosa, controversa e piena di insidie e condizioni.

Dopo l'esposizione delle ultime novità riguardanti autonomia e dispositivi autonomi per le auto elettriche al Salone di Parigi, filtra la notizia che la Germania si starebbe avviando verso una scelta potentemente ecologica.

È una proposta di legge che farà parlare quella fatta dal Consiglio federale tedesco, il quale vuole eliminare le auto alimentate tradizionalmente a benzina e gasolio a partire dal 2030.

Sicuramente non è un'idea appena nata: già durante l'estate Rainer Baake, viceministro tedesco dell'Economia, aveva affermato la volontà di ridurre le emissioni di anidride carbonica e che dal 2030 tutte le auto immatricolate in Germania sarebbero dovute essere a "emissioni zero".

In effetti l'impegno di ridurre severamente le emissioni di CO2 entro il 2050 sembra di difficile attuazione se non si cambiano i tassi di inquinamento apportati dall'autotrazione.

Un altro provvedimento preso, probabilmente a seguito del "Dieselgate" che ha messo la Germania sotto la lente di ingrandimento, è quello degli incentivi stanziati dal Governo Merkel, che si presume portino alla vendita di almeno 500.000 auto elettriche entro il 2020.

Secondo il quotidiano tedesco Der Spiegel, l'eliminazione delle autovetture ad alimentazione tradizionale a partire dal 2030 potrebbe allarmare i produttori di automobili: maggiori agevolazioni nell'acquisto di auto elettriche potrebbero portare ad una diminuzione della vendita di quelle a combustione interna.

Ovviamente, ciò che accade in Germania è estremamente importante per l'Unione Europea. Per questo le leggi tedesche sono sotto i riflettori UE, soprattutto dopo lo scandalo del "Dieselgate". Ma la proposta di legge lanciata da Bundesrat, se approvata, dovrebbe avere il sostegno da parte di Bruxelles.

Ciò che si prospetta in futuro è quindi una tassazione molto favorevole per le auto elettriche e per le fuel cell, tempi duri invece per le auto a benzina e gasolio.

Puntare con questa decisione sulla mobilità elettrica apparentemente è una scelta verde, ma nasconde numerose insidie e condizioni.

Prima di tutto è necessario che continui la conversione delle centrali elettriche verso le energie rinnovabili, altrimenti si otterrebbe solo lo spostamento dell'emissione di CO2, dalla vettura in movimento alle centrali termoelettriche.

In secondo luogo è necessario che la montagna di petrolio che oggi consumiamo per la mobilità privata sia sostituita da una congrua montagna di energia elettrica da produrre in aggiunta a quella attuale, senza contare la necessaria dotazione di infrastrutture per distribuirla ed erogarla. Servono milioni di colonnine ad amperaggio adeguato: chi racconta di auto da caricare la notte con contatorino di casa, mente.

Inoltre, va sottolineato che, come riportato in questo articolo di veramente.org, i vantaggi in termini di efficienza delle attuali auto elettriche sono dovuti alla ridotta potenza disponibile, derivante dalla scarsa autonomia garantita dalle attuali batterie. La leggerezza, la sottigliezza delle ruote, la rigidità degli assetti e le accelerazioni sostenibili scompariranno via via che migliorerà la capacità degli accumulatori. Di conseguenza anche il bilancio complessivo di CO2 (in assenza della prima condizione) sarà migliorato di pochissimo.

Infine, occorre considerare che il cartello formato da petrolieri e costruttori di auto convenzionali non rimane certo a guardare. La loro risposta è già sul mercato e si chiama auto ibrida. Si tratta di un'altra pesante scatola di latta, fornita non di un solo motore ma di ben due: uno elettrico, per la trazione in città, e uno a benzina, per aiutare la spinta alle alte velocità e per ricaricare le batterie.

Nonostante il peso di due motori, con rispettivi serbatoi di alimentazione, il consumo è leggermente inferiore rispetto ad un'auto a benzina, in quanto entrambi i motori sono usati all'interno delle rispettive curve di massimo rendimento, ma dal punto di vista della CO2 rimane una macchina del tutto convenzionale, alimentata nei distributori di benzina. E ovviamente di leggerezza, rigidità, ruote sottili, velocità sostenibile non si parla nemmeno.

La chiave per valutare la bontà della futura legge tedesca è tutta nella valutazione dell'auto ibrida, sulla quale le grandi imprese automobilistiche tedesche (Mercedes in testa) hanno investito fior di quattrini: se l'auto ibrida sarà parificata all'auto elettrica potremo tranquillamente parlare di truffa ai danni dei consumatori.

Sarebbe meglio smetterla di puntare sulla mobilità privata, e legiferare a favore di quella pubblica. Quella sì, elettrica o meno, comporterebbe significative diminuzioni di emissioni.

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