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La Cina contro i cambiamenti climatici

Parco solare

Le mosse della Cina contro i cambiamenti climatici potrebbero fare la differenza a livello mondiale.

La Cina vuole presentarsi come protagonista nella transizione energetica. Uno dei simboli di questo impegno è il parco solare da 40 MW costituito da 160 mila pannelli solari galleggianti sulla superficie di un lago emerso dopo il crollo di una miniera di carbone nella provincia di Anhui.

Questo progetto è parte del piano di Pechino che prevede l'eliminazione della dipendenza dalle fonti fossili, che fino ad oggi hanno reso la Cina il paese più inquinatore del Pianeta: solo per fare un esempio, produce 2/3 dell'energia con il carbone, la fonte fossile con più alta emissione di CO2. L'inaugurazione di questo impianto avveniristico è avvenuta, anche questo ha un valore simbolico, proprio nel momento in cui gli Usa hanno annunciato di uscire dall'accordo di Parigi.

Grazie a questa mossa sincrona delle due superpotenze, si sono accesi i riflettori sulla Cina: gli analisti si chiedono ora come il Paese asiatico prenderà in mano le redini per diventare leader nella lotta contro i cambiamenti climatici. A Pechino, coincidenza o meno, recentemente si è anche svolta una conferenza internazionale sul clima.

Era già noto che la Cina produce i 2/3 dei pannelli solari mondiali, e ora finalmente ha l'occasione per attirare e moltiplicare gli investimenti nelle rinnovabili. Con o senza Usa, la Cina si destreggia molto bene in fatto di investimenti, come sostiene Alex Perera, direttore del WRI Energy Program. A partire dal 2012, il Paese asiatico è uno dei maggiori investitori in energie pulite, con 88 miliardi di dollari spesi per solare ed eolico solo nel 2016, oltre a contare una grande potenza solare che lo scorso anno è raddoppiata.

L'obiettivo è quello di raggiungere il 20% di energia prodotta da fonti a basse emissioni entro il 2030, usando anche il nucleare. Attualmente la percentuale è dell'11%. In compenso il malcontento della popolazione continua a crescere vista l'aria altamente inquinata che paralizza intere città. Pechino, per esempio, lotta contro l'inquinamento cronico dell'aria.

Durante la conferenza di Pechino, il governatore della California Jerry Brown, ha siglato un accordo con il presidente Xi Jinping. Collaborazioni al momento poco concrete, ma segnali positivi e in contrapposizione alla scelta di Trump. Brown ha dichiarato che il suo intento è quello di smuovere le persone affinché si uniscano nella lotta contro i cambiamenti climatici, pur essendo consapevole di quanto ogni mossa della Cina possa fare la differenza a livello mondiale.

Questo è stato anche annunciato in occasione del G7 Ambiente: stringere collaborazioni per contrastare i cambiamenti climatici non solo tra Paesi e leader mondiali ma anche tra città, stati e regioni potrebbe essere un sistema per vincere la partita.

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