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Il punto sull'energia mondiale

Come cambia la produzione e il consumo dell'energia nel mondo. Il World Energy Balances, rapporto annuale dell'IEA (International Energy Agency) ci illustra un'economia in rapido cambiamento. Basterà per rispettare gli accordi di Parigi?

La produzione mondiale di carbone è diminuita notevolmente nel 2016, mentre il gas naturale è aumentato. Questi sono due dei messaggi chiave del World Energy Balances, l'annuale rapporto energetico dell'IEA, l'agenzia internazionale per l'energia. Questi dati sono tratti dai dati ufficiali trasmessi all'IEA da circa 150 paesi e regioni a livello globale. Vediamo qualche dettaglio.

La produzione di carbone è scesa bruscamente in Cina nel 2016, per circa 320 milioni di tonnellate, pari al 9% - una riduzione che supera la produzione totale dal Sud Africa, 5° esportatore di carbone al mondo. La produzione di carbone è scesa anche altrove, come negli Stati Uniti e in Australia, portando a una diminuzione globale di 458 milioni di tonnellate (figura 1 nella galleria in testa all'articolo).

Una delle ragioni per cui la produzione è scesa in Cina è stata una domanda più bassa, in particolare per la produzione di energia, anche se la Cina utilizza ancora metà del carbone mondiale. La domanda di carbone si è ridotta anche nell'OCSE, l'insieme dei paesi a economia di mercato, in particolare negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Così globalmente, nonostante un aumento dell'India, il consumo globale del carbone nel 2016 è sceso di circa il 2% in termini di energia (figura 2).

Lo spostamento dal carbone al gas è più chiaro nell'ambito dell'OCSE, dove la produzione di elettricità da gas nel 2016 ha raggiunto la produzione da carbone per la prima volta nella storia (figura 3).

La maggiore domanda di gas ha portato ad un aumento degli scambi, con la crescita del traffico di gas via metanodotto verso i paesi OCSE e via nave (LNG - Liquefied natural gas) verso l'Asia. Insieme, gli incrementi hanno registrato un aumento globale delle importazioni di gas globale di circa 47 miliardi di metri cubi nel 2016, circa 4,5% in più rispetto al 2015 (figura 4).

Accanto alla crescita della produzione di gas, il 2016 ha visto anche il continuo aumento delle rinnovabili nell'OCSE e in paesi come la Cina. Nell'OCSE, la generazione di energie rinnovabili è cresciuta del 3,8% per rappresentare il 23,8% di tutta l'elettricità generata, la sua quota più elevata fino ad oggi. La crescita è stata sostanzialmente guidata dal vento e dal solare fotovoltaico, che ha visto tassi di crescita media annui del 21% e del 43% tra il 2000 e il 2016 (figura 5).

Le quote dei vari combustibili nel fabbisogno energetico globale cambiano poco rispetto al 2014 al 2015. Nel complesso, a parte il petrolio e il gas, che hanno cambiato significativamente le loro quote negli ultimi quarant'anni, le quote complessive dei carburanti nella domanda di energia mondiale sono cambiate poco dal 1971. Il petrolio rimane il combustibile più utilizzato, principalmente per i trasporti, seguito da carbone, principalmente per la produzione di elettricità (figura 6).

La quota di utilizzo dell'energia delle varie regioni del mondo è stata simile nel 2015 al 2014, ma negli ultimi 40 anni ci sono stati cambiamenti significativi: l'Asia non OCSE ora è praticamente appaiata all'OECD (OCSE) come consumatore di energia principale (figura 7).

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Utente: R Sorgenti

Produzione elettrica mondiale

Interessante articolo che da un'idea dei cambiamenti e dell'evoluzione nella produzione (e consumo) di elettricità mondiale, essendo l'elettricità un vettore fondamentale di benessere e sviluppo.

Sarebbe quindi utile informare anche su qual'è il "MIX delle Fonti" utilizzato nel Mondo per tale elettricità.

A seconda poi delle caratteristiche cdi ciascun Paese e del grado di sviluppo e condizioni di contorno, è evidente quanto sia indispensabile un'opportuna ed equilibrata composizione/diversificazione di tali Fonti di Energia, per evitare i problemi che ne deriverebbero qualora si eccedesse nell'impiego di una sola o poche di queste, in virtù anche della presenza/disponibilità di tali Fonti energetiche nel territorio di ciascun macro Paese.

L'Italia, per esempio, essendo un Paese avanzato e sviluppato, ma notoriamente povero di materie prime, ha ancor più necessità di un "Mix" particolarmente diversificato ed equilibrato, per garantirsi la competitività e non dover rinunciare al benessere che ha faticosamente conquistato nei passati decenni.

Ad aiutarci in questo vi sono le moderne tecnologie che consentono di utilizzare qualsivoglia fonte (anche fossile) nel migliore dei modi, prevenendo gli effetti negativi che, altrimenti, qualsivoglia combustione produce.

Speriamo che i ns. governanti prima o poi recepiscano tale realtà, per evitare di continuare a sperperare immani risorse e mettere sempre più in difficoltà ed a rischio la ns. competitività Paese (2° Paese manifatturiero d'Europa!), e quindi anche il benessere e la continuità del ns. sviluppo.