riusa logotype

Il riciclo delle reti da pesca

Reti pesca

Riciclare le reti da pesca potrebbe rappresentare un vantaggio per pescatori e oceani.

Joel Baziuk, responsabile presso il più grande porto di pesca commerciale del Canada, Stevenson Harbour, nel 2013 si ritrovò con un ammasso di reti da pesca da smaltire.
Fino ad oggi aveva utilizzato un buon sistema ma era arrivato il momento di cambiarlo.

Ogni giorno attraccano al porto più di 400 navi che portano una fiumana di pesci, come salmone, gamberi e ricci di mare, che poi finiscono sulle nostre tavole.
Il pesce viene catturato con reti in nylon, le quali, dopo essersi deteriorate, col tempo hanno riempito tutti i magazzini nel porto di Baziuk diventando rifiuti.

Joel Baziuk ha affermato che queste reti sarebbero rimaste ferme per sempre, in quanto le operazioni di smaltimento tradizionali oppure di incenerimento sono limitate e molto costose, per cui i pescatori scelgono di lasciare in magazzino le loro reti.

Il disordine derivato dallo stoccaggio di tutte queste reti, è solo una piccola parte che riguarda in generale tutti gli attrezzi da pesca. In molte attività di pesca in tutto il mondo, la mancata possibilità di smaltimento significa gettare i vecchi attrezzi in mare, infestando i nostri oceani creando impatti devastanti.

Infatti circa 705.000 tonnellate di attrezzi vengono persi o gettati in mare ogni anno, uccidendo 136.000 foche, leoni marini e balene, ma anche pesci, danneggiando così anche il sostentamento economico dei pescatori. Recentemente sono state create alcune start-up per affrontare questo problema, aziende che si dicono in grado di raccogliere e riciclare i vecchi attrezzi per trasformarli in materie prime da reinserire nel mercato.

Baziuk fu contatto proprio da una di queste aziende che si occupano di riciclo degli attrezzi da pesca. Stevenson Harbour, solo con quella telefonata, riciclò ben 40 tonnellate di reti in nylon. Ed era solo l'inizio.

Attualmente solo due società hanno le tecnologie e le risorse per occupare questo settore: l'italiana Acquafil, produttrice di filati e Plastix, società di smaltimento danese. Stevenson Harbour ha iniziato così ad inviare le reti di nylon agli impianti di riciclaggio di Acquafil a Lubiana, in Slovenia, che ha pagato le spese di spedizione e in più una piccola somma per l'acquisto delle reti usate. Una volta arrivate all'impianto, le reti vengono trasformate in filato che può a sua volta essere convertito in calze.

Acquafil ha già riciclato centinaia di tonnellate di attrezzi da pesca dalla sua nascita, nel 2013. La maggior parte di questo salto è dovuto anche all'iniziativa Healthy Seas, nata dalla collaborazione fra Acquafil, l'azienda produtrice di tappeti Interface e altre imprese e organizzazioni no-profit. Gli obiettivi dell'iniziativa sono, secondo quanto ha detto il coordinatore del progetto Veronika Mikos, ripulire l'ambiente marino e dimostrare che, nell'economia circolare, i rifiuti sono una risorsa.

Ma se Healthy Seas opera principalmente in Europa, nei porti sul Mare del Nord, Adriatico e del Mediterraneo, la partnership di Aquafil con Stevenson dimostra che l'azienda è in cerca di espansione. La quantità di reti annue raccolte è in crescita esponenziale, come ha affermato Mikos, e trovare il giusto partner locale è la chiave per il successo di ogni iniziativa, insieme naturalmente alla disponibilità di risorse finanziarie. Se sono soddisfatti questi criteri, si ha un alto potenziale di espansione in altri paesi.

Come arrivano migliaia di reti da pesca commerciale dal Canada alla Slovenia? Prima di tutto, i pescatori consegnano le reti all'autorità portuale gratuitamente. Poi, i componenti non riciclabili vengono tolti per preparare le reti di nylon al trasporto. Le reti di nylon vengono confezionate in sacchi che pesano dai 800 ai 1000 chili quando sono pieni, e raggiunto un peso totale di 40.000 tonnellate vengono spediti.

Purtroppo, Stevenson attualmente non può riciclare il nylon e gli attrezzi da pesca come Acquafil. Ma Baziuk sostiene che gli piacerebbe arrivare a riciclare tutti gli attrezzi del porto, non solo il nylon. Plastix potrebbe rendere tutto questo possibile.
Nata nel 2012, Plastix è in grado di convertire sia il nylon che le reti da traino e i componenti da pesca in metallo, in materie prime preziose, essendo il collegamento tra tutti i porti del mondo.

L'obiettivo è fermare l'afflusso di rifiuti nell'ambiente marino e trovare soluzioni per affrontare al meglio la sfida dei rifiuti, incoraggiando anche un'economia più verde e circolare nel settore nautico. Baziuk spera di riuscire a contribuire nella nascita di continue iniziative volte al riciclaggio in più porti del Canada, di cui però necessita maggiore consapevolezza e migliorare la logistica. I costi del trasporto restano infatti un grande problema in quanto i piccoli porti devono pagare molto per spostare le reti nei porti più grandi da cui i riciclatori sono disposti a pagare il trasporto.

Nel frattempo si sta diffondendo la consapevolezza del riciclo degli attrezzi da pesca a livello internazionale e stanno nascendo nuovi programmi di certificazione per incentivare il recupero.

Scrivi un commento