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COP24: ne verrà fuori qualcosa?

Earth sick

Grande aspettativa mediatica e politica per la riunione dei capi di stato del mondo a Katowice, per la 24a COP. Il presidente polacco mette già le mani avanti.

A Katowice, in Polonia, i rappresentanti di quasi tutti i paesi del pianeta si stanno riunendo per la 24a Conferenza delle Parti (COP24) nella Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Prepareranno la linea d'azione sul cambiamento climatico discutendo il piano di attuazione dell'Accordo di Parigi 2015 che mira a coordinare gli sforzi internazionali per fermare il riscaldamento a 1,5°C.

Le riunioni COP ricevono spesso un notevole interesse pubblico. Si svolgono ogni anno come un'opportunità per i paesi di valutare collettivamente i progressi nella gestione dei cambiamenti climatici.

Nel 2018 i negoziati iniziano appena due mesi dopo un rapporto del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) delle Nazioni Unite (vedi Fermiamo il riscaldamento, o saranno guai) che aveva denunciato la drammaticità della situazione.

Sono passati 24 anni dalla prima COP, e oggi c'è una profonda disconnessione tra i bisogni urgenti del pianeta e il ritmo consueto delle discussioni politiche su come abbattere le emissioni di gas serra.

Le prime riunioni della COP tenute negli anni '90 hanno portato alla creazione del Protocollo di Kyoto nel 1997, che fissava obiettivi vincolanti di emissione per i paesi sviluppati su due periodi, 2008-2012 e 2013-2020. L'accordo di Kyoto fallì principalmente perché gli Stati Uniti non lo ratificarono.

Anche la COP15 a Copenaghen nel 2009 non raggiunse alcun accordo sugli impegni vincolanti per il secondo periodo di impegno. Alcuni paesi importanti concordarono un accordo breve riconoscendo la necessità di limitare l'aumento della temperatura globale a 2°C, ma non c'erano linee guida sostanziali su come farlo.

Allo stesso modo, la COP19 a Varsavia quattro anni dopo non portò a termine alcun trattato vincolante. In questo contesto, la COP21 a Parigi nel 2015 sembrò un successone. A Parigi, i leader mondiali concordarono un piano d'azione generale che vincolava e vincola tuttora legalmente i paesi affinché i loro progressi siano tracciati da esperti tecnici.

Tuttavia, molti dettagli sull'accordo di Parigi devono ancora essere definiti. Questo è esattamente ciò che la comunità internazionale cerca di fare questo dicembre in Polonia.

L'obiettivo principale della COP24 è quello di concordare un "libro delle regole" di Parigi, ovvero i dettagli su come le nazioni dovrebbero attuare l'accordo di Parigi e riportare i loro progressi. Tre principali aree di discussione politica riceveranno più attenzione: finanza, obiettivi di emissione e il ruolo degli stati "grandi".

Per quanto riguarda il versante finanziario, nel 2015, i paesi più ricchi promisero 100 miliardi di dollari l'anno entro il 2020 per le nazioni più povere per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Tuttavia, nei finanziamenti per il clima mancano ancora circa 20 miliardi di dollari. Ancora più importanti sono le regole sulla provenienza di quel denaro, e in particolare se i prestiti internazionali sono accettabili.

La COP24 deve anche stabilire alcune forme di regole sulle emissioni, che disciplineranno l'Accordo di Parigi. Una caratteristica innovativa dell'accordo di Parigi è che tutte le parti hanno convenuto di impegnarsi a contribuire a livello nazionale all'azione per il clima.

Questa COP può stabilire alcune strategie di base per la verifica delle azioni sul clima, ma è molto improbabile che la comunità internazionale accetti i meccanismi per la concessione di sanzioni agli Stati che non raggiungono i loro obiettivi, a causa dell'elevata sensibilità verso costi finanziari per l'abbattimento.

Infine, mentre i "piccoli" paesi avranno un ruolo importante da svolgere ai negoziati come al solito, ci sono diversi punti interrogativi intorno ai grandi paesi che devono sostenere sforzi ben maggiori per ridurre le emissioni di gas serra.

La politica di Trump, che nel 2017 ha deciso di cancellare i finanziamenti per il clima per le nazioni povere, non è certo di aiuto. La posizione USA al COP24 interesserà anche la Cina e l'India, che probabilmente continueranno a non essere d'accordo con i paesi ricchi su alcune questioni fondamentali. Inoltre, la politica interna della Russia e del Brasile indica maggiori incertezze per la cooperazione.

L'urgenza di raggiungere traguardi chiave nell'Accordo di Parigi e affrontare il cambiamento climatico pone molte grandi aspettative sulla COP24. Approcciare i negoziati con il giusto livello di determinazione e realismo sarà fondamentale per gestire le aspettative ed evitare qualsiasi "isteria" mediatica.

Per risultati credibili e validi, c'è bisogno di negoziati franchi sulla transizione energetica e su come compensare i danneggiati dalle politiche climatiche, come le persone che lavorano in settori ad alta emissione.

Ci potrebbe essere l'opportunità di farlo a Katowice, un centro industriale e città di estrazione del carbone. Il premier polacco Duda, che ospita la COP24, ha già dichiarato che col cavolo che la Polonia farà a meno del carbone, e questo non è certo un buon inizio. Vedremo se questi negoziati riusciranno a tracciare una via per la necessaria transizione dai combustibili fossili alle soluzioni rinnovabili.

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