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Rapporto ONU: riscaldamento di 1,5° inevitabile

Termometro

La bozza di rapporto U.N. trapelata contiene considerazioni preoccupanti sulla possibilità di fare qualcosa per evitare uno dei due limiti chiave per la sopravvivenza del pianeta come lo conosciamo (e del genere umano).

Una bozza di rapporto sulle scienze del clima delle Nazioni Unite contiene notizie terribili sul riscaldamento del pianeta, suggerendo che probabilmente oltrepasserà il punto di svolta di 1,5 gradi Celsius, dell'aumento di temperatura negli anni 2040 e che sarà estremamente difficile evitarlo.

Le temperature potrebbero successivamente raffreddarsi se l'anidride carbonica fosse in qualche modo rimossa dall'atmosfera più tardi nel secolo, osserva il documento. Ma questa prospettiva è improbabile, alle enormi scale che sarebbero necessarie.

La bozza di 31 pagine, una sintesi di un rapporto molto atteso sul target di 1,5 gradi Celsius che dovrebbe essere pubblicato a ottobre, è stata resa nota dal sito ClimateHome. Il sito web riporta che il documento è stato reso "pubblicamente disponibile sul registro federale degli Stati Uniti nel mese scorso". Il mese scorso diverse agenzie di stampa, inclusa Reuters, hanno citato il progetto ma non lo hanno pubblicato per intero.

L'obiettivo dell'1,5°C è cruciale per le piccole nazioni insulari preoccupate per l'aumento dei mari e per altre nazioni particolarmente vulnerabili al riscaldamento, ed è stato esplicitamente incluso nell'accordo sul clima di Parigi come il più ambizioso dei due obiettivi climatici. L'altro, quello più famoso e abbordabile, è quello dei 2°C.

La bozza del documento afferma che esiste un "rischio molto alto" che il pianeta si riscaldi oltre 1,5 gradi al di sopra della temperatura osservata nella seconda metà del XIX secolo. Mantenere la temperatura del pianeta completamente al di sotto di quel livello per tutto il secolo presente, senza mai superarlo, è probabilmente "già fuori portata", si legge.

La bozza è tuttora un "work in progress," ovvero è molto probabile che il testo cambi prima del testo finale approvato per i responsabili politici. A detta degli autori, la bozza è "una versione molto acerba del rapporto completo".

Con tutte le cautele del caso, la conclusione non sorprende i climatologi: le ricerche svelate in questi anni confermano che il pianeta si è già riscaldato di 1 grado centigrado o più. In alcune zone del pianeta, osserva il rapporto, l'aumento della temperatura ha già superato 1,5 gradi Celsius. In generale, il riscaldamento è più intenso sulla terraferma che sugli oceani ed è particolarmente intenso nell'Artico.

Il documento rileva che un riscaldamento di 2 gradi Celsius porrà rischi sostanzialmente più ampi sotto molti aspetti rispetto a 1,5 gradi. ma rileva anche che rischi gravi saranno presenti anche a livello un grado e mezzo.

Un grave rischio sta già emergendo in ecosistemi marini altamente sensibili, come le barriere coralline, e un grado e mezzo potrebbe essere già troppo per loro. La possibilità che la Groenlandia o la calotta antartica occidentale si ritirino irreversibilmente è presente anche a 1,5 gradi, anche se a 2°C la probabilità di innalzamento del livello del mare aumenta.

L'aspetto sorprendente della ricerca è la natura radicale e la rapidità dei cambiamenti che sarebbero necessari per preservare in qualche modo il mondo al di sotto di 1,5 gradi. Secondo il documento, possiamo emettere ancora gas a effetto serra per un periodo variabile tra i 12 a 16 anni, a partire dall'inizio del 2016, se vogliamo mantenere il riscaldamento al di sotto di 1,5 gradi.

Due di quegli anni sono già trascorsi. Un terzo sarà quasi trascorso dal momento in cui il progetto di relazione sarà ultimato e pubblicato a ottobre. Una volta esaurito questo "bonus CO2", le emissioni dovrebbero precipitare a zero per preservare l'obiettivo di 1,5 gradi. È evidente che questo non può accadere, in quanto comprometterebbe gravemente l'economia mondiale.

A partire da queste considerazioni, il rapporto osserva che è praticamente inevitabile che il pianeta sforerà il grado e mezzo. Per raffreddare la Terra in seguito ed evitare di rimanere a temperature pericolosamente alte a lungo, sarebbe quindi necessario rimuovere l'anidride carbonica dall'atmosfera su vasta scala, ma anche questo è altamente problematico.

Gli scenari di rimozione del carbonio generalmente comportano il rimboschimento di grandi quantità di terra, combinato con lo stoccaggio delle emissioni di anidride carbonica nel sottosuolo. Ma "l'aumento della produzione della biomassa ha il potenziale di aumentare la pressione sulle risorse idriche terrestri, la produzione di cibo, la biodiversità e di influenzare la qualità dell'aria", sottolinea la bozza nelle note. "Pertanto, la portata e la velocità di implementazione ipotizzate in alcuni percorsi di 1,5°C potrebbero essere impegnative".

Gli autori hanno tempo fino al 15 maggio per includere qualsiasi nuovo materiale pubblicato nel rapporto. Tuttavia, è improbabile che cambi la conclusione fondamentale: c'è troppo poco tempo per evitare un grado e mezzo di riscaldamento.

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