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I bitcoin e la rivoluzione dell'energia elettrica

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Una tecnologia hacker potrebbe dare lo sviluppo definitivo a un settore ingessato e statico come quello dell'energia elettrica. Le prospettive sono la liberalizzazione totale e l'autoproduzione.

Una Blockchain (in italiano letteralmente: catena di blocchi) è una base di dati distribuita, introdotta dalla valuta Bitcoin, che mantiene una lista crescente di record, ciascuno dei quali fa riferimento ai record precedenti presenti nella lista stessa ed è resistente a manomissioni.

In pratica, come il registro immobiliare catastale, tiene traccia di tutti i passaggi di proprietà di un determinato bene, e dà testimonianza e attestazione dell'attuale proprietario del bene e dei titoli in base ai quali si attesta tale proprietà. Il fatto che questo database sia pubblico e non manomissibile (esattamente come avviene per i documenti del catasto) rende affidabile lo strumento sottostante (nell'esempio, il settore immobiliare).

La prima e più conosciuta applicazione della tecnologia blockchain è il database dei bitcoin, la criptovaluta a database distribuito che ha visto negli ultimi anni un clamoroso successo.

Ma sono molti i tentativi, alcuni dei quali autorevoli, per replicare i bitcoin in campo finanziario: tanto per fare due esempi, proprio la scorsa settimana Google ha rivelato di essere parte attiva in esperimenti simili con Royal Bank of Scotland, mentre Microsoft è impegnata in un progetto simile con Bank of America-Merrill Lynch. Secondo IBM, il 15 per cento delle banche mondiali si cimenterà nella tecnologia blockchain entro la fine del 2017 e circa i due terzi di esse apriranno servizi effettivi entro tre anni.

"Ci sono molti vantaggi ad essere i primi ad adottare la tecnologia blockchain", ha detto Likhit Wagle, direttore generale industria globale per IBM Banking e dei mercati finanziari, in un comunicato. "Per cominciare, i primi arrivati fissano gli standard di business e la creazione di nuovi modelli che saranno utilizzati dai futuri utilizzatori del blockchain. Inoltre, i pionieri sono in grado di controllare meglio i nuovi concorrenti."

Gran parte di queste startup riguarda istituzioni finanziarie, ma gli esperti ritengono che la tecnologia blockchain giocherà assolutamente un ruolo fondamentale nelle aziende future. Per alcuni, il blockchain è un mezzo per migliorare la trasparenza della catena di fornitura. Ma l'idea che sta circolando tra gli addetti ai lavori è ancora più innovativa: applicare la tecnologia blockchain per automatizzare la creazione e la verifica dei crediti di energia rinnovabile. Questo costituirebbe un notevole impulso alla creazione di micro-centrali distribuite sul territorio, segnando un duro colpo per i mega-impianti, siano essi a combustibili fossili, di termovalorizzazione (inceneritori) o nucleari.

"La Blockchain non serve solo a movimentare denaro, è utile per documentare e snellire qualsiasi passaggio di mano in modo trasparente e affidabile," ha dichiarato David Bartlett, direttore tecnico di Current Power Services, branca digitale di General Electric, durante il convegno Verge16.

"Pensate a un blockchain come un portinaio," dice Reid Williams, ingegnere capo di IDEO CoLab, azienda che sta sperimentando le applicazioni che utilizzano blockchain, intelligenza artificiale, realtà virtuale e Internet delle cose.

Tecnicamente parlando, si tratta di un pezzo di crittografia che gestisce i passaggi di mano di un bene da una persona all'altra. Scrive una riga su un registro permanente ogni volta che un bene passa di mano e assicura inoltre che non si creino doppioni lungo la strada. In una situazione di rete tra individui (come è Bitcoin) funziona da certificato che una moneta è passata da un partecipante a un altro.

Da qui alla predisposizione di un dispositivo per certificare la creazione e il passaggio di certificati di energia rinnovabile, il passo è stato breve: ci sono volute solo quattro settimane per avviare un protocollo funzionante. Lo ha realizzato un consorzio tra le compagnie Nasdaq, IDEO CoLab e la startup Filament.

Il prototipo consiste in un pannello solare e una batteria dotata di sensori a filamento, che raccolgono dati su quanta potenza viene generata e conservata. I dati potrebbero essere utilizzati per automatizzare la creazione di certificati RECS, Renewable Energy Certificate System, il sistema volontario per il commercio internazionale nei certificati delle energie rinnovabili creato da RECS International per stimolare lo sviluppo internazionale di energia rinnovabile.

I RECS sono certificati energetici standard che attestano la produzione di una certa quantità di energia rinnovabile, e permettono il commercio di energia rinnovabile, abilitando la creazione di un mercato per queste energie. L'informatizzazione e la trasparenza consentita da questo sistema potrebbe consentire a molte più imprese di partecipare rispetto a oggi.

"La maggior parte delle piccole aziende non partecipano, perché per piccole quantità costa di più validare un kilovattora che produrlo," dice Shilpi Kumar, tecnico presso Filament, azienda che sta sperimentando il blockchain energetico.

Sistemi di questo tipo potenzialmente potrebbero relazionarsi con i metodi esistenti per ottenere e commerciare RECS, un processo che oggi è nelle mani di autorità di mercato regionali fortemente burocratizzate.

"Improvvisamente, il costo per transazione può diventare così basso che si può iniziare ad usare il sistema per cose che non avreste mai immaginato avessero un mercato", ha detto Williams.

La tecnologia Blockchain potrebbe anche svolgere un ruolo centrale nella nascita delle cosiddette "centrali elettriche virtuali" (virtual power plants - VPP) che rappresentano le risorse di produzione di energia connesse attraverso una rete intelligente, ma che non sono necessariamente concentrate in un sito, come le tradizionali centrali elettriche.

"Immaginate di vivere in una comunità in cui il vicino è in grado di produrre energia in eccesso", ha detto di Bartlett. "Più che un credito energetico, sapete che state comprando quell'energia dal vostro vicino. State realizzando il trasferimento più efficiente per quell'energia."

Secondo una ricerca effettuata da Navigant, le centrali elettriche virtuali potrebbero contribuire a ottimizzare l'uso delle risorse energetiche esistenti attraverso una rete elettrica in continua evoluzione, accompagnando il settore verso un modello più distribuito.

Queste VPP potrebbero aggregare fonti di generazione emergente - tra cui pannelli solari o microreti o impianti di accumulo di energia - e correlare queste risorse con programmi che consentono alle aziende di ricevere tagli delle tariffe in cambio della riduzione del loro consumo di energia.

"L'obiettivo primario di una VPP," si legge nel rapporto, "è quello di ottenere il maggior profitto possibile per i proprietari di attività, pur mantenendo il corretto equilibrio della rete elettrica al costo economico e ambientale più basso possibile." Questo risultato è dovuto in gran parte all'eliminazione del controllo centralizzato dei colossi di generazione di energia, secondo Bartlett.

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