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Greenwashing: la tendenza ad essere "verdi"

Greenwashing verde

Alcuni esempi di prodotti che potrebbero essere stati contaminati dal fenomeno green

Oggi, nonostante il prezzo dei prodotti, è di tendenza tra i consumatori spendere di più per acquistare prodotti eco-compatibili, come detergenti per la casa non tossici e alimenti biologici, questo solo ed esclusivamente per sentirsi potenti verso l'ambiente in cui vivono e soprattutto con meno sensi di colpa.

Un nuovo comportamento che ha mandato nel pallone molte aziende.

Infatti, sembra che immettere sul mercato prodotti non tossici, faccia perdere molto tempo e soprattutto denaro, fino a non ottenere quei tanto attesi guadagni in breve tempo, e si trovano "costrette" ad attuare il cosi detto greenwashing, sbandierando delle migliorie che in realtà non esistono per avere rapide ed efficaci diminuzione dei costi.

Essi sono consapevoli che che attraverso falsi eco-annunci e citazioni completamente "verdi", riescono ad attirare i consumatori. Evidentemente, quando si tratta di aumentare il proprio guadagno, queste grandi aziende preferiscono imbrogliare piuttosto che attuare concrete azioni.

Abbiamo trovato quindi, alcuni esempi di prodotti che si avvicinano molto, a meno che già non ne siano contaminati, a un vero e proprio caso di greenwashing.

Occhio quindi, a porre attenzione a questi prodotti "verdi" sugli scaffali dei supermercati, sicuramente hanno più a che fare con i soldoni che con l'amore per l'ambiente.

1. Il Trasporto Aereo:

Gli aerei che peccano di spazio tra un sedile e l'altro, hanno sicuramente compensato con molte chiacchiere.

Una compagnia a caso, EasyJet, continua a ribadire quanto viaggiare con un loro aereo sia utile all'ambiente visto che è un mezzo ibrido.

Sono stato gli stessi creatori di Airbus ad essere i leader verdi di una pubblicità che mostra aerei che volano in paesaggi naturali e cieli di un azzurro mai visto prima.

2. I Giocattoli:

Vediamo oggi che i genitori sono disposti a spendere molto di più per giocattoli che non contengano vernice al piombo e cadmio.

Anche Toys "R", gigante multinazionale del giocattolo diffusa sia in Europa che negli Stati Uniti, è entrata nel giro del "green".

Recentemente, hanno cercato di avere maggiore incasso aggiungendo "R" alla loro firma per avere affianco il simbolo del riciclo e invitando ad acquistare le loro borse riutilizzabili, senza però disintossicare i loro prodotti.

3. Bellezza e cura della persona

Shampoo e balsamo naturali costituiscono una grossa fonte di reddito per le aziende cosmetiche.

Ma quanto hanno realmente di naturale e soprattutto possono veramente soddisfare le richieste di bellezza e di salute per i consumatori e di sicurezza per il pianeta?

Prendiamo come esempio Herbal Essences di Clairol, che in passato ha avuto una vera e propria esperienza "biologica".

Alcuni dei loro prodotti, dichiarati totalamente biologici, erano tutto meno che questo, tant'è che sotto la doccia invece di far cantare dalla gioia, causavano ai capelli molta dermatite, antipatica da eliminare.

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