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Cina: effetti delle restrizioni sulla carta

Balle di carta

Non sono solo i riciclatori della plastica a temere le restrizioni cinesi all'importazione dei riciclabili. Il punto di vista della carta.

Parlando alla European Recycling Conference di EuRIC (Confederazione europea delle industrie di riciclaggio) svoltasi recentemente a Milano, Hans Van de Nes, presidente della divisione riciclo carta dell'associazione, e a sua volta amministratore delegato del riciclatore di carta e plastica olandese Sortiva, ha affermato che, a breve termine, "continueremo a vedere mercati della carta riciclata perturbati" a causa delle restrizioni all'importazione della Cina sui materiali riciclabili, inclusi carta e plastica.

Le esportazioni sono cruciali per l'industria cartaria recuperata in Europa: attualmente circa il 17,5% del materiale raccolto in Europa sta trovando il suo sbocco in Asia, principalmente in Cina. Secondo Van de Nes, il mercato del Regno Unito sarà il più colpito dalle restrizioni cinesi. "Abbiamo visto i prezzi all'esportazione cadere subito dopo l'annuncio della Cina a luglio", ha sottolineato.

"Le cartiere europee hanno diminuito i prezzi a causa delle offerte extra del mercato britannico e di altre aree orientate all'esportazione." Ma gli esportatori di carta riciclata in Italia sono colpiti duramente anche dalle soglie di contaminazione cinesi.

"Vedrete carichi di carta riciclata accumularsi negli stoccaggi a Milano come altrove in Italia, poiché alcuni materiali semplicemente non saranno più accettati dai cinesi," sostiene Van de Nes. I tempi dei soldi facili sono decisamente finiti, secondo Van de Nes. "I cinesi hanno detto 'Basta' (in italiano): non vogliamo più la vostra spazzatura."

"Per troppo tempo, abbiamo fatto affidamento sulle enormi richieste della Cina. E sì, abbiamo fatto soldi. Ma abbiamo dimenticato una cosa: se vuoi lavorare devi fornire qualità."

Secondo Van de Nes, dunque, il futuro dell'industria europea della carta recuperata può essere assicurato solo se tutti gli operatori punteranno alla massima qualità. "Ciò significa alta qualità nello smistamento e nell'elaborazione e controllo di qualità sull'output", ha sottolineato.

"Questa politica dovrebbe essere un incentivo per tutti a lavorare meglio, e a riportare i costi del trattamento, lungo la filiera, a chi effettivamente competono, ovvero al produttore dei rifiuti."

Le parole di Van de Nes sorprendono e fanno piacere. Non capita spesso, anzi quasi mai, che gli operatori del settore parlino contro il proprio interesse, a tutela dell'intera economia e della salute del pianeta, ammettendo i propri lauti guadagni, ma auspicando un cambio di paradigma, a proprie spese.

E il manager olandese, facendo proprie le preoccupazioni del governo cinese, ci aiuta a capire le decisioni della controparte, a suo avviso perfettamente motivate.

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