riusa logotype

Delhi: è emergenza inquinamento

India

Delhi è lo specchio di quanto sta avvenendo nei grandi centri urbani, soprattutto nelle aree povere. Rischi per la salute, aumentano le auto private, falliscono i trasporti pubblici e ritardano i piani del governo.

Secondo il Centre for science and environment dell'India, cresce ancora l'inquinamento nella megalopoli indiana.

Delhi raggiunge nuovamente il livello di emergenza ed è necessario mettere in atto un piano d'urto che è stato rimandato troppo a lungo perché, come afferma la corte suprema indiana, continuando così si peggiora la salute degli abitanti della capitale, già in pericolo.

Stando a quanto afferma il Centre for science and enviroment, lo stop a seguito dell'episodio di smog post-Diwali, reso possibile dal miglioramento delle condizioni atmosferiche e all'azione di diverse fonti, ha dato il via alla crescita dell'inquinamento.

È quindi necessario che il ministero dell'ambiente, delle foreste e dei cambiamenti climatici vari il piano contenuto nella sezione 3 della legge sulla protezione ambientale. Causa principale dell'inquinamento di Delhi sono sia i veicoli, che le centrali elettriche insieme alle polveri che derivano dai cantieri edili e ai fumi degli incendi agricoli.

I piani alti del governo indiano hanno messo in atto alcune misure che prevedevano ad esempio la circolazione delle auto a targhe alterne, che però hanno condotto solo la chiusura delle scuole a novembre a causa dello smog soffocante e che aveva raggiunto livelli di PM2 90 volte superiore al limite stabilito dall'Organizzazione mondiale della sanità e 15 volte quello fissato dal governo indiano..

Purtroppo l'arrivo dell'inverno non ha fatto altro che peggiorare la situazione mostrando un ritorno del livello di emergenza. Ma, nonostante serva immediatamente un'azione d'urto, è proprio l'uso elevato dei veicoli a bloccare i progressi, come afferma il Centre of science and environment.

In assenza di misure di contenimento il grado d'inquinamento non potrà essere fermato. Il crescente numero di immatricolazione di veicoli (circa 10 milioni solo a Delhi), in aumento del 20%, è inquietante, visto che, secondo un'analisi dell'Indian Institute of Technology Kanpur sulle auto e sui veicoli a due ruote, sono proprio queste a essere responsabili dell'aumento di smog per un bel 44%.

Non solo, la crescita di auto e moto nella capitale indiana richiede numerosi parcheggi, infatti nel 2015-2016 è stata cementata un'area pari a 630 campi da calcio.

Bisogna quindi attuare misure di contenimento dell'inquinamento. Gli occhi del mondo, in particolare quelli delle autorità delle principali città della pianura padana, sono puntati sulle decisioni della m unicipalità di Delhi.

C'è interesse per esempio sulla proposta di allargare il parcheggio a pagamento con il sistema del parking district, che include la delimitazione legale dell'area, multe per il parcheggio illegale, prezzi per il parcheggio accessibili ma variabili nel tempo e permessi per i residenti, ma questa è un'attività già ampiamente praticata nei centri storici nel nostro Paese.

I trasporti pubblici sono un altro grosso problema e fallimento indiano: 20 anni fa la corte suprema aveva ordinato al governo di dotarsi di almeno 10.000 autobus, provvedimento rimasto in sospeso e che conta oggi solo 5.000 autobus. In declino i mezzi pubblici ma anche i passeggeri giornalieri.

Se non si risolve il grande problema dell'inquinamento bisognerà agire anche sulla sanità, già in grave pericolo: bisogna creare riforme che comprendono gli spostamenti con i trasporti pubblici, a piedi o in bicicletta e dare un limite alla motorizzazione privata.

E' urgente per fermare anche l'azione di altri fonti di inquinamento e salvare prima di tutto i cittadini indiani e di conseguenza il loro territorio.

Scrivi un commento