riusa logotype

Dieselgate: i depositi delle Volkswagen ritirate

Dove finiscono le auto ritirate dal mercato negli USA? Un impressionante filmato.

Nel 2015, il produttore tedesco di auto Volkswagen aveva ammesso di aver eluso il sistema di controllo delle emissioni dei veicoli diesel statunitensi per i veicoli venduti dal 2009, provocando le dimissioni dell'amministratore delegato della società. Nell'aprile del 2017 la società è stata condannata a pagare 4,3 miliardi di dollari (3,5 miliardi di euro) in sanzioni federali, e i suoi dirigenti condannati a tre anni di libertà vigilata. I numeri del dieselgate sono impressionanti, ma sono soltanto numeri.

Fa molta più impressione vedere una piccola parte delle auto coinvolte nello scandalo, parcheggiate in mezzo al deserto. Un filmato girato da un elicottero le mostra impietosamente, nel cimitero di auto nel deserto vicino a Victorville, in California.

E queste che si vedono sono solo una piccola parte delle auto ritirate, che sono circa 350.000 negli USA, per cui Volkswagen ha pagato più di 7,4 miliardi di dollari (6 miliardi di euro) per il riacquisto, secondo una recente documentazione processuale. La casa automobilistica tedesca sta quindi immagazzinato queste vetture a tempo indeterminato nel territorio statunitense.



Secondo quanto trapelato da documenti processuali, Volkswagen avrebbe 37 depositi sicuri negli Stati Uniti per ospitare quasi 300.000 veicoli. Tra questi lotti, c'è uno stadio di football americano alla periferia di Detroit, un'ex cartiera nel Minnesota e, appunto, il cimitero di auto di Victorville.

La portavoce di Volkswagen, Jeannine Ginivan, ha dichiarato che il deposito in California è stato uno dei tanti "per garantire lo stoccaggio responsabile dei veicoli che vengono riacquistati secondo i termini degli accordi diesel" di Volkswagen.

"Questi veicoli vengono conservati su base provvisoria e manutenuti, regolarmente in modo da garantire la loro qualità a lungo termine, in modo che possano essere restituiti al commercio o esportati una volta che le autorità di regolamentazione statunitensi approvassero le modifiche delle emissioni appropriate", sostiene Ginivan.

In totale, Volkswagen ha accettato di spendere più di 25 miliardi di dollari (oltre 20 miliardi di euro) nei soli Stati Uniti per richieste da parte di proprietari, autorità ambientali, stati e concessionari, offrendosi di riacquistare circa 500.000 veicoli statunitensi inquinanti. I riacquisti continueranno fino alla fine del 2019.

Alla fine di dicembre, Volkswagen aveva riacquistato 335.000 veicoli diesel, rivenduto 13.000 e distrutto circa 28.000 veicoli. A partire dalla fine del 2017, Volkswagen stava immagazzinando 294.000 veicoli negli Stati Uniti. Volkswagen deve riacquistare o riparare l'85% dei veicoli coinvolti entro giugno 2019 o dovrà fare fronte a pagamenti più elevati per le emissioni.

La società ha detto che a febbraio aveva rimesso in grado di lavorare secondo le norme quasi l'83% dei veicoli del programma di ritiro, e si aspettava di raggiungere presto quota 85. Verso la metà di febbraio, Volkswagen aveva emesso 437.273 lettere che offrivano quasi 8 miliardi di dollari (6 miliardi e mezzo di euro) di risarcimenti e riacquisti.

Permangono le perplessità sulla capacità del colosso tedesco di affrontare queste spese, e su che cosa succederebbe se altre nazioni, per esempio in Europa, adottassero sanzioni simili a quelle delle severe autorità USA.

Scrivi un commento