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Auto diesel in Germania: inizio della fine?

Le città tedesche sono legittimate dall'alta corte a bandire le auto diesel dal loro territorio per motivi di inquinamento. Se si verificasse il previsto effetto imitazione a catena, sarebbero guai grossi per un'eccellenza tedesca.

Dopo l'annuncio delle intenzioni di FCA di abbandonare la produzione di auto a gasolio entro il 2022, il diesel non sta passando un buon periodo. Pochi giorni fa un alto tribunale tedesco ha stabilito che il provvedimento della città di Stoccarda (peraltro sede di due delle maggiori aziende automotive del mondo, Mercedes e VW-Porsche) di vietare i veicoli diesel per promuovere l'aria più pulita, è perfettamente legittimo.

La sentenza si estende anche ad altre città tedesche, prime fra tutte Dusseldorf, Berlino e Monaco di Baviera, che hanno manifestato la loro intenzione di imporre norme restrittive in particolari momenti dell'anno. Non è tutto: sono quasi 70 le città tedesche che soffrono di livelli di inquinamento da biossido di azoto superiori ai limiti dell'Unione Europea.

Questa decisione porta sconforto in una vasta area della popolazione europea: i proprietari di auto, siano essi privati, aziende o enti pubblici, che vedono i loro veicoli perdere consistentemente valore, mentre per gli ambientalisti suonano le campane di vittoria. Poco meno della metà delle auto vendute in Germania sono diesel.

I residenti di Stoccarda, molti dei quali guidatori di auto diesel, sanno che l'inquinamento è un problema. Le centraline segnalano un "allarme particolato" per molti giorni dell'anno, il che suggerirebbe di utilizzare i mezzi pubblici in quei giorni. Il gruppo ambientalista Deutsche Umwelthilfe (DUH) ha fatto causa alle città di Stoccarda e Dusseldorf. La scorsa settimana, un alto tribunale tedesco ha concesso alle città con alti livelli di inquinamento di limitare l'uso di veicoli con motore diesel, imponendo soltanto alcune eccezioni (veicoli di emergenza).

"Questo è un grande giorno per l'aria pulita in Germania", ha dichiarato il responsabile della DUH Juergen Resch. Sono già operative alcune restrizioni sui veicoli diesel (e non) a Stoccarda. La Germania non è sola: Copenaghen parla di un divieto per i diesel nel 2019; Atene, Madrid, Città del Messico e Parigi parlano del divieto del diesel entro il 2025. Altre città fanno pagare pedaggi ai veicoli non a basse emissioni quando entrano nel comune.

Non c'è molto da girarci intorno: a dispetto dei trucchi software e autorità che chiudono un occhio, i motori a combustione, soprattutto diesel, sono una delle principali fonti di inquinamento urbano. Questo vale per auto, veicoli industriali, ma anche treni, navi fluviali e gruppi elettrogeni.

Il governo tedesco è tradizionalmente molto sensibile alla questione ambientale, è noto infatti per aver cancellato, senza se e senza ma, l'energia nucleare, e aver sovvenzionato le energie solare ed eolica. Ma sui combustibili fossili il gabinetto Merkel è un po' in difficoltà, sia per quanto riguarda il carbone, dal quale la Germania è molto dipendente, sia per i motori diesel, fiore all'occhiello della tecnologia tedesca nel mondo.

E infatti la maggiore vittima di questa crociata contro la nafta leggera è proprio l'industria dell'auto. La Volkswagen ha pagato 26 miliardi di dollari (oltre 21 miliardi di euro) di multe negli Stati Uniti per il trucco software sulle emissioni. Ma se Atene piange, Sparta non ride: altre case automobilistiche sono state accusate di aggirare i sistemi di controllo delle emissioni. Come ciliegina sulla torta, c'è stata la recente rivelazione che VW, Daimler-Mercedes-Benz e BMW hanno testato gas di scarico diesel su scimmie ed esseri umani.

Il motore diesel generalmente emette più fuliggine e ossidi di azoto rispetto ai motori a benzina, e ciò provoca seri danni alla salute (vedi Diesel: l'assassino silenzioso). Allo stesso tempo, un diesel emette meno anidride carbonica (CO2), ciò significa che è più efficiente. I filtri antiparticolato e il trattamento di scarico con fluido di scarico diesel (AdBlue), essenzialmente acido urico, possono ridurre significativamente le emissioni.

La popolarità delle auto diesel in Europa è enorme, superiore al 40% del parco vetture circolanti. In alcuni paesi, raggiunge l'80 percento, anche se oggi è in caduta libera. La Germania occupa una posizione mediana, con il 46 percento delle vendite nel 2016. L'Irlanda ha la più alta penetrazione a oggi, il 70%, e l'Olanda il più basso, il 19%. Barclays prevede che questa e altre restrizioni potrebbero ridurre la quota di motori diesel al 27% nel 2025. Negli Stati Uniti, la percentuale è di circa il 2%, essenzialmente SUV e pickup.

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