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Guida autonoma: Wozniak frena

Il co-fondatore di Apple Steve Wozniak gela l'ingiustificato entusiasmo sulle auto che si guidano da sole: non è ancora un'alternativa possibile.

L'auto a guida autonoma, uno dei sacri graal dei profeti della web-economy (un altro è la stampante 3D) non fa solo false promesse sull'impatto climatico (vedi La bufala della guida autonoma), ma mantiene pure una difficoltà insormontabile a essere concretamente realizzata.

È l'opinione, autorevole per i seguaci della web-economy, di Steve Wozniak, cofondatore di Apple. Wozniak confessa che aveva anche sperato che Apple avrebbe costruito la prima auto a guida autonoma. Ma recentemente ha dovuto ricredersi.

"Allo stato attuale, credo siamo ancora molto lontani dalle macchine che guidano le auto," ha dichiarato pubblicamente. "Non credo proprio che sia ancora possibile che le macchine siano in grado di guidare da sole senza il volante," ha aggiunto.

Secondo Wozniak, le strade non sono predisposte per i veicoli autonomi perché "sono costruite da esseri umani imperfetti, non all'altezza con la perfezione della matematica e nemmeno con l'imperfezione della natura e dell'evoluzione."

Tuttavia, Wozniak è soddisfatto degli avanzamenti nella tecnologia della "guida assistita," quella che può consentire alle auto di "individuare luci rosse, e fermare i segnali ed evitare molti incidenti oggi."

Ma, avverte Wozniak, "la gente non dovrebbe perdere di vista il fatto che non si otterrà un'auto che si guida da sola." Il guru dell'informatica difficilmente parla senza conoscere l'argomento di discussione: possiede una Tesla e sostiene pure che gli piace guidarla. Ma, precisa, la cosiddetta funzione "Autopilot" in realtà non auto-guida la macchina.

"Questa funzione della mia Tesla fa tanti errori. Per questo mi sono convinto che la guida automatica senza pilota non si realizzerà. Almeno, non nel breve."

Video: come funziona l'Autopilot di Tesla


Finora le potenzialità della guida autonoma, tecnologia che non piace nemmeno a noi, erano state discusse solo in relazione alle false promesse di riduzione dell'impatto sul clima.

Nessuno aveva messo in discussione la possibilità di realizzare nel breve periodo questo tipo di vettura. Anzi, il moltiplicarsi di sperimentazioni e il numero relativamente ristretto di incidenti, ci avevano fatto maturare la convinzione che la fattibilità tecnica fosse un problema superato.

Addirittura uno studio dello scorso anno dell'Università della California, sosteneva che il problema stesse nel fatto che la tecnologia fosse troppo in anticipo rispetto alla diffusione di veicoli elettrici e del car-sharing, cosa che avrebbe aumentato le emissioni di gas serra prodotte dal settore dei trasporti.

Ora, questi dubbi sulla realizzabilità, espressi peraltro da un esponente del mondo nerd, di solito tracotanti e spocchiosi quando si tratta di tecnologia, mette in crisi un settore su cui si stanno investendo miliardi di dollari.

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