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L'India contro la plastica monouso

Impegno "senza precedenti" a vietare tutte le materie plastiche monouso entro il 2022. Una mossa che è stata accolta favorevolmente sia dalle Nazioni Unite che dagli ambientalisti.

L'India si mette in prima linea, in "una leadership globale" mentre il resto del mondo cincischia. Lo sostiene il responsabile dell'ambiente delle Nazioni Unite Erik Solheim. Un nuovo rapporto dell'agenzia ha evidenziato che più di 50 nazioni hanno intrapreso qualche azione per contrastare la plastica, ma ha aggiunto che è necessario fare molto di più.

In alcuni paesi, tra cui l'India, le regole esistono ma non sempre vengono applicate. In altri, gli impegni sono stati criticati per non andare abbastanza lontano. Theresa May ha dichiarato all'inizio di quest'anno che il Regno Unito eliminerà i rifiuti di plastica evitabili, dove è "economicamente pratico" farlo entro il 2042 (vedi Piano plastica della Gran Bretagna: una delusione).

Harsh Vardhan, il ministro indiano dell'ambiente, ha approfittato del summit a Nuova Delhi per annunciare che l'India abbandonerà la plastica monouso nella sua vita quotidiana.

E parlando per il governo, ha dichiarato: "In questa storica occasione facciamo un solenne impegno che entro il 2022 elimineremo tutte le materie plastiche monouso dal nostro bel paese". Ha descritto la politica come parte della visione di Modi per creare "l'India dei nostri sogni."

1,3 miliardi di persone in India attualmente producono 25.000 tonnellate di plastica al giorno. Il governo sostiene che circa il 60% di questo viene riciclato, ma le associazioni ambientaliste parlano di un più concreto 40%.

"Le scelte che facciamo oggi definiranno il nostro futuro collettivo," ha dichiarato Modi al vertice. "Le scelte potrebbero non essere facili. Ma attraverso la consapevolezza, la tecnologia e una vera partnership globale, sono certo che possiamo fare le scelte giuste. Uniamoci tutti per battere l'inquinamento plastico e rendere questo pianeta un posto migliore in cui vivere."

Al di là delle dichiarazioni di principio, l'inquinamento plastico devasta oggi le città dell'India, ma anche le sue principali attrazioni turistiche, i monumenti storici e le località costiere. Modi ha annunciato che 100 monumenti nazionali, tra cui il Taj Mahal, saranno resi privi di spazzatura.

Il governo indiano ha usato la Giornata Mondiale dell'Ambiente anche per annunciare che l'India si unirà alla campagna delle Nazioni Unite per i Mari Puliti, che stabilirà programmi per monitorare e affrontare l'inquinamento lungo i 7500 km di costa del paese.

Raggiungere zero materie plastiche monouso entro il 2022 potrebbe essere effettivamente più realizzabile di quanto non appaia. Sia Solheim (ONU) che Vardhan (India) hanno osservato che l'India ha "una lunga storia di stili di vita sostenibili," (vedi PET: l'India ricicla più di USA, Giappone ed Europa).

L'impegno riguarda tutti gli oggetti di plastica, anche quelli maggiormente impattanti, come cannucce di plastica, posate e sacchetti ultrasottili, per i quali sono state stabilite alternative sostenibili.

Non riguarda invece i cosiddetti poliaccoppiati, cose come involucri di barrette di cioccolato e pacchetti di patatine, che usano la plastica in coppia con altri materiali e che sono molto più difficili da sostituire.

Nonostante questo, l'impegno è stato accolto favorevolmente da Chintan, una ONG con sede a Delhi che lotta per un consumo responsabile. Rajat Rai Handa, responsabile del del gruppo, ha dichiarato che si tratta di un piano "ambizioso, ma non impossibile."

"Sarà molto difficile eliminare gradualmente le materie plastiche monouso, ma se tutti lavorano insieme, speriamo che possa diventare realtà", ha affermato.

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