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Il telefono del futuro

Realizzato un semiconduttore pieghevole e completamente riciclabile. Sarà l'inizio di una nuova generazione di dispositivi rispettosi per l'ambiente, o l'ennesima fregatura?

Il mondo produce 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici ogni anno. Di questo flusso di rifiuti in rapida crescita, appena il 15%viene riciclato. Allo stesso tempo, le vendite di smartphone stanno aumentando rapidamente. Solo in Unione Europea, sono stati 100 milioni i telefoni cellulari smaltiti lo scorso anno.

Per migliorare le pratiche di riciclo elettronico, un team di ricercatori e ingegneri presso l'Australian National University (ANU) ha sviluppato un semiconduttore con materiali organici e inorganici in grado di convertire l'elettricità in luce "in modo molto efficiente". Oltre a ciò, il semiconduttore è ultrasottile e abbastanza flessibile da rendere flessibili i dispositivi come telefoni cellulari.

Il semiconduttore ha una componente organica, composta da carbonio e idrogeno, con lo spessore di un solo atomo. La componente inorganica ha lo spessore di circa due atomi. La struttura ibrida può convertire l'elettricità in luce per essere visualizzata su schermi di telefoni cellulari, televisori e altri dispositivi elettronici.

L'invenzione potrebbe consentire la produzione di dispositivi elettronici ad alte prestazioni realizzati con materiali organici, eventualmente biodegradabili o facilmente riciclabili, secondo il professore associato dell'ANU Larry Lu. Questa "svolta" potrebbe aiutare a ridurre sostanzialmente il volume dei rifiuti prodotti.

"Per la prima volta, abbiamo sviluppato un componente elettronico ultrasottile con eccellenti proprietà semiconduttive, una struttura ibrida organica inorganica e abbastanza sottile e flessibile per le tecnologie future, come telefoni cellulari pieghevoli e schermi di visualizzazione", commenta Lu.

L'altro co-autore della scoperta, Ankur Sharma, afferma che gli esperimenti hanno dimostrato che il loro semiconduttore sarebbe "molto più efficiente" rispetto ai semiconduttori convenzionali che utilizzano materiali inorganici come il silicio. "Abbiamo il potenziale con questo semiconduttore per rendere i telefoni cellulari potenti quanto i supercomputer di oggi", aggiunge.

Per quanto ci è dato sapere, si tratta solo di una scoperta che minimizza la struttura del monitor, non delle altre componenti, numerose e complesse, di uno smartphone. Riteniamo per il momento l'entusiasmo dei ricercatori australiani del tutto ingiustificato. A meno che non consideriate un telefonino pieghevole la svolta della vostra vita.

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