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I costi della crisi climatica per le aziende

Costi e opportunità di profitto derivanti dal riscaldamento globale. Le più grandi aziende del mondo pianificano la crisi del clima.

Secondo una nuova analisi del CDP, Carbon Disclosure Project, ONLUS che si occupa della corretta divulgazione di informazioni sull'impatto ambientale delle istituzioni, più di 200 grandi società del mondo calcolano in oltre 1000 miliardi di dollari (890 miliardi di euro) i costi legati alla crisi climatica. Molti di questi costi sono previsti entro i prossimi cinque anni.

Le grandi aziende stanno affrontando pressioni per rivelare gli impatti finanziari del riscaldamento mondiale. La crisi climatica ha il potenziale di interrompere le catene di approvvigionamento o di ridurre gli investimenti in combustibili fossili, secondo il New York Times.

Il nuovo rapporto del CDP, suggerisce alle aziende di minimizzare gli effetti che la crisi climatica della Terra avrà sul loro business. Secondo Reuters, molte aziende non riescono a spiegare il danno catastrofico che potrebbe verificarsi.

"I numeri che stiamo vedendo sono già enormi, ma è chiaro che questa è solo la punta dell'iceberg," ha dichiarato Bruno Sarda, presidente di CDP Nord America.

Più di 7.000 aziende hanno presentato rapporti al CDP su come affrontano i loro rischi e opportunità a causa della crisi climatica. Le più grandi 215 aziende chiamate a rispondere hanno identificato quasi 865 miliardi di euro di costi potenziali per la crisi climatica, ma a questo conto c'è da aggiungere quello di molte delle più grandi aziende del mondo che non hanno ancora studiato seriamente la questione.

Diverse società hanno presentato problemi prevedibili, come la siccità che rende i mutuatari agricoli impossibilitati a rimborsare i prestiti bancari, i costi di raffreddamento dei data center in relazione a temperature sempre più elevate e le inondazioni e le piogge che eliminano le linee di rifornimento. Altre società si aspettano future normative e leggi volte a contrastare la crisi climatica.

"La nostra risposta collettiva al cambiamento climatico è più urgente che mai, ed è chiaro che l'azione delle aziende non può essere ritardata," sostiene Nicolette Bartlett, direttrice del cambiamento climatico al CDP.

Ma la parte più sensazionale del rapporto riguarda le opportunità per le aziende date dalla crisi in corso. In Italia è ancora forte la memoria di Francesco Piscicelli, imprenditore edile beccato in un'intercettazione a ridere alla notizia del terremoto che aveva appena devastato l'Aquila, parlando del business che si sarebbe potuto fare in Abruzzo con la ricostruzione.

Le maggiori 225 aziende mondiali non sono da meno, e vedono un'opportunità nel rispondere in tempo alla crisi climatica, per un valore di 1850 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto ai costi. Molte delle opportunità sono nei veicoli a basse emissioni e nelle energie rinnovabili. Le aziende produttrici di combustibili fossili hanno segnalato 125 miliardi di euro di potenziali opportunità nella spinta verso un'economia a basse emissioni di carbonio oltre cinque volte il valore di 22 miliardi dei rischi identificati, secondo quanto riferito da Reuters.

Emblematico il caso della compagnia farmaceutica Eli Lilly, che prevede un aumento delle malattie infettive, che aumenterà la domanda per i loro prodotti.

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