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IEA: World Energy Outlook 2019

Secondo l'IEA, nel prossimo ventennio le rinnovabili supereranno il carbone, che però resisterà a lungo, emergerà prepotentemente l'eolico offshore, i SUV si mangeranno i progressi della mobilità elettrica, l'efficienza energetica sarà in crisi e l'urbanizzazione dell'Africa influenzerà il destino energetico del mondo.

Le turbine eoliche, i pannelli solari e i veicoli elettrici si stanno diffondendo molto più rapidamente nel mondo di quanto molti esperti avessero previsto. Ma questa rapida crescita dell'energia pulita non è ancora abbastanza veloce da ridurre le emissioni di gas serra dell'umanità e tenere sotto controllo il riscaldamento globale.

Questa è la conclusione dell'Agenzia internazionale dell'energia (International Energy Agency - IEA), che martedì ha pubblicato il suo World Energy Outlook annuale, un rapporto di 810 pagine che prevede tendenze energetiche globali fino al 2040. Dall'anno scorso, l'agenzia ha aumentato significativamente le sue proiezioni future per parchi eolici offshore, installazioni solari e auto alimentate a batteria, sia perché queste tecnologie diventano sempre più economiche sia perché paesi come l'India continuano ad aumentare i loro obiettivi di energia pulita.

Ma il rapporto emette anche un severo avvertimento sui cambiamenti climatici, stimando che le politiche energetiche che i paesi attualmente hanno sui loro programmi potrebbero far aumentare le emissioni globali di gas serra per i prossimi 20 anni. Uno dei motivi: l'appetito mondiale per l'energia continua a crescere e l'ascesa delle energie rinnovabili non è stata finora abbastanza veloce da soddisfare tutta quella domanda aggiuntiva. Il risultato: l'uso di combustibili fossili, in particolare il gas naturale, continua a crescere per fornire il resto.

"Senza nuove politiche in atto, il mondo mancherà i suoi obiettivi climatici con un margine molto ampio", ha affermato Fatih Birol, direttore esecutivo dell'agenzia.

Ecco alcuni dei principali temi del rapporto. Come prima cosa, l'elettricità da fonti rinnovabili è destinata a superare il carbone. Presto.

Il consumo mondiale di carbone, il più sporco di tutti i carburanti, sta iniziando a bloccarsi. Il rapporto rileva che gli investimenti globali in nuove centrali elettriche a carbone hanno subito un brusco rallentamento negli ultimi anni, poiché paesi come l'India stanno scoprendo sempre più che una combinazione di pannelli solari e accumulo di batterie può spesso essere un modo più economico per produrre elettricità.

Secondo le attuali politiche, il rapporto prevede che le energie rinnovabili come l'eolico, il solare e l'energia idroelettrica supereranno il carbone come fonte di energia dominante nel mondo entro il 2030, raggiungendo il 42% della generazione globale. Il carbone scenderà al 34 percento. Anche il gas naturale, che è più pulito del carbone ma che produce ancora molte emissioni per il riscaldamento del pianeta, è destinato a crescere a scapito del carbone.

Tuttavia, l'agenzia osserva che il carbone è tutt'altro che morto: centinaia di centrali a carbone che sono già state costruite in Asia hanno in media solo 12 anni e sono in grado di funzionare per i decenni a venire. Sarà estremamente difficile per il mondo ridurre rapidamente le proprie emissioni di gas serra, segnala il rapporto, a meno che questi impianti esistenti non vengano gestiti con minore frequenza, chiusi presto o dotati di tecnologia per catturare il loro inquinamento da anidride carbonica e seppellirlo sottoterra. Questa tecnologia di cattura del carbonio rimane costosa e stenta a ingranare.

La seconda tendenza riguarda il vento offshore. Per anni, per la maggior parte dei paesi è stato molto più economico costruire turbine eoliche a terra. Ma in luoghi come il Mare del Nord europeo, le compagnie energetiche hanno recentemente eretto grandi turbine al largo che possono raccogliere i venti più forti e più costanti sull'oceano. E i costi stanno diminuendo rapidamente, rendendo la tecnologia un'opzione sempre più attraente per alcuni paesi.

L'eolico offshore ora fornisce il 2 percento dell'elettricità dell'Unione Europea; l'agenzia prevede che la produzione aumenterà di nove volte entro il 2040. Le aziende stanno inoltre pianificando nuovi importanti parchi eolici offshore negli Stati Uniti, in Cina, Corea del Sud e Giappone. Se gli sviluppatori riuscissero a superare gli ostacoli normativi e autorizzativi, l'eolico offshore potrebbe diventare uno strumento vitale per ridurre le emissioni negli anni a venire.

Il terzo capitolo riguarda i SUV, la cui ascesa sta più che compensando i progressi derivanti dalle auto elettriche. L'anno scorso, i consumatori di tutto il mondo hanno acquistato 2 milioni di auto elettriche, stimolati da una combinazione di costi della batteria in calo e generosi incentivi per i veicoli in luoghi come Cina e California. L'agenzia prevede che gli acquisti di auto elettriche accelereranno in tutto il mondo e, di conseguenza, prevede che l'uso globale di benzina e diesel per le auto potrebbe raggiungere il picco entro la metà degli anni '20.

Ma questa proiezione ha in sè un avvertimento: anche se i paesi promuovono le auto elettriche, un numero crescente di persone negli Stati Uniti, in Europa, in Cina e in India sta acquistando anche grandi SUV, che consumano più benzina delle auto convenzionali. Nel 2000, solo il 18% dei veicoli passeggeri venduti in tutto il mondo erano SUV. Oggi è il 42%.

Se questa relazione amorosa con i SUV continuasse, osserva il rapporto, potrebbe spazzare via gran parte dei risparmi di petrolio derivanti dal nascente boom delle auto elettriche. Il rapporto auspica poi la produzione di versioni alimentate a batteria dei SUV, cosa che non ha alcun senso (vedi Schwarzenegger e la mobilità tonta).

Quarto: gli sforzi per l'efficienza energetica stanno rallentando. Oltre a passare a fonti di energia più pulite, i paesi possono anche ridurre le proprie emissioni migliorando l'efficienza energetica delle loro fabbriche, case e veicoli attraverso politiche come leggi per la costruzione e standard di risparmio di carburante.

Su questo punto, il rapporto ha cattive notizie: nel 2018, l'intensità energetica dell'economia globale, una misura di efficienza, è migliorata di appena l'1,2%, uno dei tassi più lenti degli anni. E molti paesi stanno indebolendo le loro politiche, compresi gli Stati Uniti, dove l'amministrazione Trump ha in programma di ripristinare gli standard che avrebbero richiesto lampadine più efficienti.

Birol ha osservato che esiste un notevole margine di miglioramento in quasi tutti i paesi. "Due edifici su tre in tutto il mondo oggi vengono costruiti senza norme e standard di efficienza", ha affermato. "E quegli edifici possono durare da cinque a sei decenni, quindi concentrarsi sull'efficienza è molto importante."

Infine, il rapporto sostiene il ruolo centrale dell'Africa (vedi Il futuro energetico dell'Africa). Si prevede che il continente nero si urbanizzerà nei prossimi decenni a un ritmo più rapido rispetto alla Cina negli anni '90 e 2000. Se l'Africa dovesse seguire lo stesso pesante percorso di sviluppo dei combustibili fossili della Cina, le emissioni di gas serra potrebbero aumentare considerevolmente.

Ma, ha affermato Birol, ci sono ragioni per pensare che le nazioni africane possano tracciare un percorso più pulito. Il continente, ad esempio, attualmente ha circa il 40 percento del potenziale mondiale di energia solare ma ha ancora meno dell'1 percento dei pannelli solari del mondo. "Penso che gli sviluppi energetici in Africa sorprenderanno molti pessimisti", ha detto.

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