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La Perovskite guadagna terreno

Una nuova scoperta aumenta prestazioni e durata delle celle solari basate su Perovskite.

Abbiamo già parlato della promettente tecnologia dei pannelli fotovoltaici basati sulla Perovskite (vedi Pannelli solari di nuova generazione).

Ora, scienziati di tre importanti istituti di ricerca statunitensi hanno trovato un modo per aumentare la durata delle celle solari alla perovskite. Questo potrebbe finalmente rendere la tecnologia praticabile.

Tre anni fa, ai tempi dell'articolo citato, le notizie su questo tipo di celle solari stavano invadendo i blog. Gli scienziati stavano esaminando le opzioni e le possibilità di incorporare la Perovskite in celle solari, principalmente perché il materiale consente dispositivi solari più economici, flessibili e leggeri.

Sfortunatamente, non è ancora stata inventata una soluzione innovativa che rendesse queste cose degne di essere incorporate nei pannelli commerciali, e l'argomento si è in qualche modo spento. Naturalmente, la ricerca e l'interesse nel campo sono ancora alti. Ma le informazioni condivise con il pubblico, che è solito incendiarsi per un nonnulla, in qualche modo hanno smesso di affluire.

Oggi, se ne riparla: squadre di scienziati del Georgia Institute of Technology, della University of California San Diego e del Massachusetts Institute of Technology, alla fine hanno rotto il silenzio. Il loro studio, che riporta un nuovo metodo per migliorare le prestazioni delle celle solari basate sulla perovskite, è stato pubblicato sulle più prestigiose riviste scientifiche.

Le celle solari a base di perovskite sono molto attraenti. Sono economiche da produrre. La loro flessibilità consente un'ampia gamma di dispositivi o metodi di installazione interessanti. E, ultimo ma non meno importante, la loro efficienza si sta avvicinando sempre più a quella delle celle a base di silicio, grazie alla continua ricerca. Il problema, tuttavia, è che il tempo di vita delle celle solari a base di perovskite è solo di un paio di mesi. Risolvere questa sfida, ha causato a numerosi ricercatori molte notti insonni con non molti progressi.

Lo scorso 8 febbraio, ecco la rivelazione che spiazza: il succitato team di scienziati ha scoperto che l'aggiunta di metalli alcalini, come cesio e rubidio, a una miscela di bromo e perovskite di piombo, migliora le prestazioni e la stabilità delle celle solari. Il motivo per cui questo speciale cocktail chimico funziona, è perché aggiungendo cesio e rubidio, bromo e iodio si mescolano meglio. Ciò migliora l'efficienza di conversione e fa funzionare al meglio le celle solari.

Gli scienziati hanno concluso che questo dimostra una grande robustezza delle cellule basate sulla perovskite e apre la possibilità di ulteriori sviluppi e miglioramenti.

Sarà questa la svolta che renderà finalmente le celle solari super economiche, sottili e flessibili?

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