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Pedonalizzazione

Un processo logico, irreversibile e pieno di vantaggi, come la pedonalizzazione, è in realtà ostacolato dal populismo e dalla ricerca del consenso, i mali della democrazia.

Se chiedete a un turista cosa gli è piaciuto di più della città che ha visitato, non vi risponderà mai: "Le auto sfrecciano per le strade." Monumenti, case, persone che incontriamo, queste sono le cose che rendono unica una città.

E come si fa per lasciare questo tipo di ricordo ai turisti che visitano le nostre città? Molte città stanno lavorando per raggiungere questo obiettivo, chiudendo le strade principali al traffico e aprendole ai pedoni.

È una questione fisiologica: le città, per loro stessa natura hanno uno spazio limitato e il modo in cui questo spazio è organizzato è estremamente importante per le persone. Più denso è un posto, più caro diventa ogni metro quadrato. Eppure in tutto il mondo, le città sono state adattate per ospitare le auto, offrendo loro una porzione di spazio urbano enorme, limitando l'area in cui le persone possono passeggiare, sedersi al bar o giocare con gli amici.

Ecco che ora, in tutto il mondo, i cittadini si stanno ribellando a questo abuso di potere. Situazione complicata, perché i cittadini sono tutti sia pedoni che automobilisti, quindi situati nelle parti opposte della barricata, a secondo del momento della giornata.

Un momento chiave di questa storia ebbe luogo nel 1953, quando la città olandese di Rotterdam fece di una sua via principale, Lijnbaan St, una strada pedonale appositamente costruita e completamente priva di auto. L'obiettivo era quello di creare un moderno centro urbano che prosperasse chiudendo lo spazio ai veicoli e aprendo più spazio alle persone.

Inizialmente, i negozianti dell'area temevano che i clienti non sarebbero stati in grado di raggiungere i loro negozi senza auto. Ma la pratica mostrò che la vendita al dettaglio in realtà migliora nelle zone pedonali. Rotterdam e le sue imprese locali ebbero un grande successo grazie a questa politica, e questo fu solo l'inizio.

Molte altre città in Europa seguirono l'esempio e questo, unito a investimenti pesanti e sostenuti nel trasporto pubblico, nelle infrastrutture per biciclette e altro, creò un'esperienza urbana molto diversa per generazioni di abitanti delle città. Oggi si arriva a città come Amsterdam, che sta cercando di vietare tutte le auto convenzionali dal suo centro entro il 2030.

Oggi assistiamo a un movimento crescente nelle città di tutto il mondo per arginare l'uso delle automobili e chiudere le strade al traffico. I due esempi più importanti negli Stati Uniti sono New York, con la chiusura della 14th Street, e San Francisco, che chiuderà presto Market Street alle auto.

Con meno di un quarto dei residenti di Manhattan in possesso di auto, New York sembra un posto privilegiato per offrire alle persone più opzioni per spostarsi. Questo è proprio ciò che la città ha fatto chiudendo la 14th Street e rendendola una passerella dedicata. Quella che una volta era una delle strade più congestionate di New York, ora è un luogo più amichevole per pedoni e ciclisti. Le persone sentono che i loro bisogni sono centrati, con ex parcheggi che si trasformano in spazi verdi urbani. La velocità degli autobus è notevolmente aumentata: si parla del 30% di riduzione del tempo di viaggio.

È un movimento mondiale. In Canada, King Street a Toronto è un modello, in Spagna i superblocchi di Barcellona stanno gettando nuove prospettive di governance delle città e in Asia l'approccio di Tokyo al parcheggio su strada è esemplare. Curitiba, in Brasile, ha visto un successo di lunga data con le sue passerelle dedicate che sono un modello ampiamente replicato in tutto il mondo.

Le auto hanno il loro posto nelle città, ma alle persone deve essere assegnato un ruolo più centrale. Dobbiamo ridurre il primato dei veicoli. C'è poco spazio nelle città, assicuriamoci che sia per le persone.

Questa è la logica. Ma, come stiamo assistendo in questi giorni in Europa e non solo, la logica non appartiene alla politica. Non sempre. Così, l'ambiguità di cui parlavamo prima, con i cittadini che sono sia pedoni che automobilisti, si crea, amplificata, ance nei politici, divenuti schiavi del consenso, e quindi nemici delle soluzioni razionali.

Ecco che il bene dei cittadini viene sostituito dal bene degli automobilisti, sottocategoria dei primi, ma più ignorante e aggressiva. Aspettiamoci un lungo periodo di gestazione per la pedonalizzazione e la ciclizzazione delle nostre città, alternate a provvedimenti pro-traffico. Perché le prossime elezioni non si possono mica perdere.

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