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Riciclo di vecchi telefonini a costo zero

Apparecchi elettrici

Il nuovo accordo stipulato tra Remedia e Aires.

Sono 45 milioni, tanti quanti gli spagnoli, i telefoni abbandonati nei nostri cassetti.

Apparecchi spenti che non fanno altro che creare polvere, insieme a batterie finite e a caricabatterie, cavi e auricolari andati irrimediabilmente fuori standard.

Oggi quei vecchi telefonini, insieme a tutta l'allegra famiglia di accessori, possono essere raccolti e riciclati senza costi aggiuntivi, consegnandoli a uno dei 1500 negozi di elettronica facenti parte della categoria Aires (come Expert, Trony, Unieuro e Euronics). Un servizio che si chiama "uno-contro-zero" e che non necessita dell'acquisto di un nuovo apparecchio per poter consegnare quello vecchio.

Un accordo che l'Aires ha stretto con Remedia, il consorzio che raccoglie e ricicla i rifiuti da apparecchi elettrici ed elettronici.

Se i telefonini non vengono riciclati, insieme a tutta l'elettronica, i rari e preziosi metalli e le pericolose sostanze contenute rischiano di essere smaltiti scorrettamente e soprattutto in modo vietato ed inquinante, come essere gettati nell'immondizia indifferenziata. A dire il vero, rischiano di fare una brutta fine in ogni caso (ne parliamo in questo articolo), ma confidiamo nella serietà di questa iniziativa.

Remedia ha stimato circa 150 milioni di telefonini che dormono sul fondo dei nostri cassetti e vengono tenuti perché "non si sa mai", o per essere regalati, senza tener conto del rapido avanzamento della tecnologia che rende obsoleti quelli vecchi.

Basti pensare a marchi come Panasonic, Motorola e gli indistruttibili Nokia che sono rimasti nella storia.

Danilo Bonato, direttore di Remedia, ha spiegato che grazie a questo accordo, qualsiasi vecchio e piccolo apparecchio elettronico non superiore a 25 centimetri può essere consegnato presso i negozi autorizzati, senza obbligo di acquisto di prodotti nuovi.

Un progetto che nasce, come ha affermato Bonato, perché il tasso di riciclo di questi apparecchi è uno tra i più bassi d'Europa.

Secondo Alessandro Butali, presidente dell'associazione Aires, tutto ciò porterà a grandi sacrifici da parte dei distributori, che di fatto assumono un nuovo ruolo insieme a tutte le conseguenze, anche logistiche.

Si dicono però pronti a collaborare con Remedia, che garantisce un importante supporto alle imprese che fanno parte dell'associazione e che aderiscono all'iniziativa.

Da parte nostra, non possiamo che consigliare i riusi alternativi, sempre da considerare prima di avviarli al riciclo.

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