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Denuclearizzazione: la Francia va avanti lentamente

Macron svela il piano per ridurre la dipendenza dall'energia nucleare. Un ritardo di dieci anni rispetto al predecessore Francois Hollande.

Il presidente francese Emmanuel Macron, annunciando il suo piano di smantellamento dell'energia nucleare, ha dichiarato che la Francia chiuderà 14 reattori nucleari entro il 2035 sui 58 ora in esercizio.

Stretto tra le proteste quotidiane sui prezzi elevati dell'energia fossile, e gli accordi di Parigi sul clima, Macron ha sostanzialmente detto che il paese si muoverà più lentamente di quanto promesso, per limitare la dipendenza del Paese dall'energia nucleare.

Secondo Macron, la Francia dovrebbe limitare la quantità di elettricità che deriva dalle centrali nucleari al 50% entro il 2035, il che rappresenta un ritardo rispetto all'analogo obiettivo per il 2025, stabilito dal predecessore Francois Hollande.

La Francia dipende dall'energia nucleare più di qualsiasi altro paese, ricavando circa tre quarti della sua energia dalle sue centrali nucleari. Si tratta di un'energia non impattante sulla CO2, responsabile dell'effetto serra e oggetto degli accordi di Parigi, ma non di energia rinnovabile, per cui i paesi aderenti all'accordo si sono impegnati.

Il leader francese ha promesso di sviluppare quindi energie rinnovabili, affermando che la sua priorità è ridurre la dipendenza dell'economia francese dal carburante fossile che contribuisce al riscaldamento globale.

Secondo Macron, il governo troverà un modo per ritardare gli aumenti delle tasse sui carburanti durante i periodi in cui i prezzi del petrolio mondiale sono in aumento. Proprio i provvedimenti in questo senso sono oggi oggetto di una vera e propria rivolta sociale di cui abbiamo parlato in Casacche gialle contro Parigi.

La mossa di Parigi mira quindi ad affrontare la situazione che negli ultimi giorni ha provocato proteste, alcune delle quali sono diventate violente e hanno provocato morti e feriti, oltre a danni materiali come quelli subiti dal famoso viale degli Champs-Elysees, nel centro di Parigi.

Per questo motivo, Macron ha proposto una consultazione di tre mesi con associazioni e gruppi attivisti, comprese le cosiddette "pettorine gialle" che hanno guidato le recenti proteste, sul modo migliore per gestire i crescenti costi energetici.

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