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Riciclo della plastica al palo

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Divieto cinese e obiettivi ambiziosi della politica rendono il riciclo della plastica un percorso a ostacoli. È una perdita di tempo o un'opportunità da non sprecare?

Lo studio Applied Market Information sostiene che l'industria del riciclo in Europa non potrà raggiungere gli obiettivi fissati dall'UE, a meno che non raddoppi entro il 2030 l'attuale capacità produttiva del settore.

La sfida della capacità dell'industria del riciclaggio della plastica è un segmento complesso e dinamico con un flusso di offerta e catene di valore diverse. I prezzi del materiale riciclato sono inevitabilmente legati al prezzo della resina vergine, che è soggetta alle fluttuazioni del capriccioso mercato del petrolio. Per cui la domanda e la sostenibilità finanziaria del processo sono spesso soggette a fluttuazioni dei prezzi delle materie prime.

A causa di ciò, la domanda di materiali riciclati si sta sempre più indirizzando verso i brand che desiderano essere considerati "ecologici" e "verdi" e non troppo sensibili a questioni di prezzo.

Da un lato questo è un fattore positivo, perché dimostra che la sostenibilità sta diventando sempre più importante per i consumatori, e la plastica, oggi soggetta a una notevole reputazione negativa, è sempre in prima linea in molti dibattiti e discussioni. D'altro lato, sappiamo bene che i brand vivono di fuffa, e non di dati reali, per cui spesso sono più importanti le operazioni simboliche, di facciata e di marketing, che quelle industriali.

È un bel guaio, perché un'industria solida del riciclo della plastica significherebbe non solo risparmiare un prodotto che attualmente deriva principalmente dalle risorse naturali limitate della terra, ma soprattutto a limitare lo sversamento di rifiuti di plastica nell'ecosistema, creando così un'economia circolare.

Sebbene il polietilene (PE) sia attualmente il polimero più riciclato in Europa, il polietilene tereftalato (PET) ha il più alto tasso di raccolta tra i rifiuti plastici. Ciò è dovuto alla principale fonte di rifiuti PET provenienti dalla raccolta post-consumo, ovvero le bottiglie di bevande e acqua, che in molti paesi sono ampiamente seguite e hanno sistemi di raccolta robusti e collaudati. Laddove è implementata la normativa sul vuoto a rendere, i tassi di raccolta delle bottiglie in PET raggiungono addirittura il 96%, in quanto incoraggiano la partecipazione dei consumatori al sistema di riciclaggio fornendo incentivi finanziari.

Gli sviluppi nella tecnologia di riciclaggio meccanico stanno cambiando la forma dell'industria di riciclaggio della plastica e aumentano la capacità di recuperare più materie plastiche in un circuito chiuso, contribuendo a mantenere il massimo valore.

Tuttavia, attualmente, a causa di qualità e quantità incostanti dell'offerta, grandi quantità di materiali riciclati stanno ancora finendo in applicazioni a basso valore, tipicamente nella combustione. Un guaio, certo, ma visto ottimisticamente si può dire che si tratta di un settore che può solo migliorare, ricco di opportunità per coloro che desiderano trarre vantaggi da idee innovative e fuori dagli schemi.

Lo studio di AMI Consulting fornisce una valutazione della capacità attuale in Europa e dei volumi di capacità aggiuntivi richiesti entro il 2030 per i seguenti polimeri: polietilene (PE), polipropilene (PP), polistirene (PS), polietilene tereftalato (PET) e polivinil cloruro (PVC). Il rapporto fornisce l'attuale situazione del settore e le previsioni in cui il settore andrà in futuro. Il volume di materiali riciclati consumati dall'applicazione finale viene fornito con una valutazione della domanda futura, insieme a una discussione sul fatto che l'industria possa assorbire i volumi di prodotti riciclati che dovranno essere prodotti per raggiungere gli obiettivi.

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