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Scienziati contro negazionisti

Guerra di petizioni tra negazionisti e scienziati. Le fake news occupano anche gli ambiti della scienza e della politica. Anche in Italia, purtroppo.

Il dibattito sulle cause umane del riscaldamento globale, superato da decenni in ogni sede scientifica, ha subito una rinascita negli scorsi anni in USA, grazie alla rozzezza intellettuale del presidente Trump e dei suoi accoliti.

In Europa la responsabilità degli umani non è mai stata messa in discussione, fino a pochi giorni fa, in Italia, purtroppo.

Roberto Buizza, professore ordinario alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, ha indirizzato alle massime cariche dello Stato, domenica scorsa, una lettera aperta, firmata da oltre 200 scienziati e ricercatori italiani, relativa alle false informazioni sul clima. È possibile aderire all'appello, che per capirci, chiameremo 'petizione buona', presso il sito di change.org.

La lettera di Buizza rappresenta una risposta alle argomentazioni, per certi versi deliranti, contenute nella "Petizione sul riscaldamento globale antropico" del 17 giugno, che per distinguerla da quella buona, chiameremo 'petizione farlocca'. Nella petizione farlocca, alcuni scienziati negazionisti, tra i quali Antonino Zichichi, hanno negato il legame tra il riscaldamento globale dell'era post-industriale e le emissioni di gas serra di origine antropica.

Nonostante le firme numerose alla petizione farlocca, la posizione dei negazionisti resta assolutamente minoritaria in ambito accademico e scientifico. La diretta correlazione tra gas serra (eminentemente CO₂) e aumento della temperatura mondiale è stata invece dimostrata da migliaia di studiosi del clima. Non parliamo poi dei numerosi rapporti dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC, vedi Fermiamo il riscaldamento, o saranno guai), che riassumono i risultati pubblicati dalla comunità scientifica globale.

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