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Costa Rica: riuso degli isolatori elettrici per rinforzare la barriera corallina

Rendering ICE

Gli isolatori elettrici in porcellana non più utilizzati costituiranno un ausilio alla barriera corallina. Una struttura da colonizzare che avrebbe impiegato almeno 100 anni per formarsi naturalmente.

Otto subacquei dell'Istituto Costaricense dell'Energia (ICE) stanno utilizzando materiale di scarto della rete elettrica nazionale per costruire strutture destinate a diventare barriere artificiali.

L'istituto ha informato i media sullo stato di avanzamento dell'iniziativa questa settimana. I subacquei hanno iniziato il posizionamento e l'ancoraggio di 52 strutture a Playa Hermosa (Guanacaste) nello scorso mese di dicembre; sono fatte di isolatori elettrici in porcellana scartati, ovvero quegli oggetti fatti a dischi sovrapposti utilizzati per isolare i cavi dell'alta tensione sui tralicci del trasporto di energia e all'interno delle centrali elettriche.

Gli isolatori sono assemblati in moduli di 8 metri di lunghezza che possono essere ulteriormente collegati a moduli simili in una struttura più grande. La prima struttura è già ancorata al fondo del mare a circa 9 metri di profondità, secondo l'ICE.

Il responsabile socio-ambientale di ICE, Walter Arias Alvarado, sostiene che i risultati finora sono stati soddisfacenti. "Le strutture sono correttamente ancorate e sono stabili. I piccoli pesci hanno già cominciato a insediarsi," ha dichiarato al quotidiano locale Tico Times.

"Ora ci aspettiamo che le alghe comincino a colonizzare i moduli, in modo che coralli, polpi, pesci e altre specie marine inizino la riproduzione", ha aggiunto.

I tecnici subacquei effettueranno ispezioni mensili al fine di documentare e valutare i risultati del progetto. Se saranno positivi, effettueranno l'aggiunta di più linee in modo che la barriera artificiale possa raggiungere un diametro di 6 metri.

I biologi marini dell'ICE stimano che, se il progetto barriera corallina sarà un successo, l'ecosistema marittimo della zona farà un salto in avanti nel suo ciclo evolutivo tra i 100 e i 150 anni, tenendo conto che un corallo avanza di circa un centimetro l'anno.

Arias ha dichiarato che i dati raccolti nel corso dei prossimi sei mesi saranno pubblicati in un articolo scientifico e presi in considerazione per decidere se espandere il progetto.

Il progetto è parte di un piano ICE di riutilizzare materiali di scarto dalla rete elettrica, altrimenti destinati alla discarica. L'iniziativa della barriera artificiale è stata ideata due anni fa, al termine di una ricerca su come riutilizzare gli isolatori in porcellana quando devono essere sostituiti. Più di mezzo milione di isolatori vengono utilizzati lungo la rete elettrica nazionale, e quelli sostituiti sono attualmente conservati nei magazzini.

Prima di progettare la costruzione, i biologi ICE hanno effettuato prove di laboratorio al fine di garantire che i materiali non presentassero alcun rischio per la vita marina. I ricercatori hanno tenuto gli isolatori all'interno di camere d'acqua salata per periodi di 350 ore per vedere come il materiale si sarebbe comportato sotto il mare e per escludere il rilascio di sostanze inquinanti.

Gli isolatori sono stati poi valutati secondo protocolli del Ministero dell'Ambiente per certificare che sono liberi di qualsiasi materiale pericoloso.

"I risultati di entrambi i test sono stati negativi", ha dichiarato Arias.

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