riusa logotype

Coronavirus e carta da riciclo

I timori per il coronavirus possono influenzare negativamente i mercati mondiali del riciclo della carta.

Gli esperti del settore della carta riciclata sostengono che il mercato deve affrontare disagi su una serie di fronti, tra cui il trasporto internazionale e la mancanza di personale nelle banche e nelle amministrazioni portuali. Inoltre, il virus rappresenta una minaccia per l'economia mondiale.

L'ente di ricerca britannico Capital Economics ha dichiarato: "Gli sforzi profusi per contenere il coronavirus in Cina e nell'estremo oriente hanno frenato una ripresa dell'economia mondiale che sembrava essere in atto all'inizio di quest'anno. È probabile che la crescita mondiale rallenti ulteriormente nel primo trimestre di quest'anno, portandola al suo tasso più basso dalla crisi finanziaria del 2007."

La stessa società di consulenza ha aggiunto: "Anche supponendo che la diffusione del virus rallenti e che le misure di contenimento vengano subito revocate, l'attività non dovrebbe riprendersi prima del secondo trimestre. Ma la ripresa, quando arriverà, sarà lenta e irregolare. Gli Stati Uniti apriranno la strada, ma la zona euro e la Cina rimarranno relativamente deboli."

I problemi di personale in Cina stanno avendo un impatto sul campo. Molti lavoratori sono in malattia e altrettanti lavorano da casa. Si dice che ciò causi gravi problemi in termini di scartoffie necessarie per organizzare tutti gli aspetti del processo di spedizione e vendita, in un settore dominato dalla burocrazia, come quello dei rifiuti. Pechino ha istituito una politica di "soggiorno a casa" estendendo le festività del capodanno lunare al 9 febbraio, vale a dire pochi giorni fa.

Per quanto riguarda la carta, lo stop potrebbe non essere dannosissimo. La Cina sta attualmente ritirando scarse quantità di carta da riciclo, se si esclude il cartone proveniente dagli USA. Ma è probabile che l'interruzione del mercato cinese vedrà il cartone dagli Stati Uniti invadere gli altri mercati, come l'Indonesia e l'India, che sono cruciali per l'Unione Europea (vedi Scorie: anche l'Indonesia stringe il cappio e Plastica: il punto sul riciclo).

Il governo cinese sta studiando di vietare le importazioni di carta da riciclo alla fine del 2020 e sta rapidamente cercando di riciclare più materiale domestico. A breve termine, una conseguenza del virus potrebbe essere la riduzione della raccolta interna e il fatto che i mulini potrebbero aver bisogno di più carta d'oltremare, altro che chiusura dei mercati.

Per quanto riguarda il trasporto via container, gli esperti dichiarano che il coronavirus potrebbe frenare la crescita nel mercato dei container dello 0,7% quest'anno. Il pieno impatto dell'epidemia di coronavirus cinese sui volumi dei container non sarà completamente misurabile fino a quando i porti non annunceranno i loro numeri per il primo trimestre, ma i dati raccolti sulle chiamate settimanali delle navi portacontainer nei principali porti cinesi mostrano già una riduzione di oltre il 20% da 20 Gennaio. Si suppone quindi che il calo dello 0,7% sia una stima eccessivamente prudenziale.

Oltre alle riduzioni di servizio annunciate in precedenza, i vettori hanno reagito alla situazione con ulteriori viaggi a vuoto a febbraio, contribuendo così a ridurre i volumi di carico. Poiché si prevede che questi programmi di navigazione a vuoto esteso sui servizi di lungo raggio continueranno fino a metà marzo, qualsiasi recupero del volume del carico potrebbe essere influenzato negativamente, anche ora che le vacanze sono finite.

I vettori stanno inoltre subendo interruzioni a causa della necessità per le navi di disporre di nuovi lavasciuga per sanificare le navi in base alle nuove regole di spedizione. In più, i cantieri navali ora devono svolgere il loro lavoro a corto di manodopera, a causa dell'impatto del coronavirus.

Si teme che di conseguenza la spedizione di contenitori di carta da riciclo e plastica possa essere interrotta nel sud-est asiatico e, quindi, le compagnie di navigazione stiano cercando di aumentare i prezzi.

Non vi è dubbio, comunque, che il coronavirus stia aggiungendo enorme incertezza su un mercato già in tumulto. È difficile vedere l'impatto reale, ma è inevitabile che sarà negativo.

La situazione si aggiunge alla cronica mancanza di investimenti nel ritrattamento nei paesi esportatori, ancora troppo dipendenti da Cina, Indonesia, Vietnam e India. I mercati mondiali del riciclo stanno diventando difficili.

Scrivi un commento