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Eco-contenitori: l'offensiva dell'alluminio

L'alluminio sta sostituendo il vetro e la plastica per gli imballaggi delle bevande. Il criterio è quello di convincere i "consumatori attenti all'ambiente" nell'acquistare il contenitore meno dannoso.

Continua la guerra tra contenitori di bevande, per assicurarsi la palma del migliore amico per l'ambiente (vedi Inquina di più la lattina o la bottiglia?). Il vetro è quello che, nella percezione degli ecosensibili, ha la reputazione migliore.

In Germania (vedi Germania: leggi più permissive sul riutilizzo delle bottiglie), dove vige un sistema di restituzione con cauzione, le bottiglie di vetro sono usate (attenzione: non riciclate, proprio riusate!) molte volte, prima di essere rottamate e riciclate. Ma l'Europa non è il solo esempio: nella provincia dell'Ontario, il 96 percento delle bottiglie di birra viene riempito fino a 15 volte prima di essere riciclato.

È chiaro a chiunque abbia mai bevuto una birra che le bottiglie di vetro riutilizzabili sono l'imballaggio più verde che si possa ottenere: basta lavarle e staccare l'etichetta e il gioco è fatto. Ma molti esperti, non si sa quanto indipendenti, esprimono perplessità: il vetro è pesante. Le bottiglie di vetro hanno una grande impronta di CO2 a causa del loro trasporto. Richiedono una grande quantità di imballaggi in cartone per assicurare che non si rompano. Secondo Slate, il trasporto di una bottiglia emette il 20 per cento più gas serra rispetto a una lattina.

L'alluminio sta dunque emergendo come contenitore verde. Secondo Bloomberg , "la plastica viene sostituita ovunque, dalle tazze per caffè alle bevande Coca-Cola Pepsi. Al posto del materiale petrolchimico, l'alluminio sta emergendo come un'opzione più sostenibile per soddisfare i consumatori attenti all'ambiente."

C'è molta mistificazione in queste affermazioni. Prima di tutto il confronto è fatto con la plastica, che a causa dell'inquinamento degli oceani non sta attraversando un buon momento di immagine. Ben diverso il confronto sarebbe col vetro. Poi si gioca, come sempre, tra le parole riciclabile e riciclato: secondo The Aluminum Association, le lattine sono in genere realizzate per il 70% da materiale riciclato.

Questo significa che il 30% dell'alluminio delle lattine è prodotto vergine da bauxite, un processo di grandissima impronta su carbonio e ambiente. Dall'estrazione della bauxite alla separazione dell'allumina all'elettricità necessaria per fonderlo, produrre alluminio vergine è un grosso problema.

La maggior parte delle importazioni di alluminio proviene dalla Cina e dall'Arabia Saudita, tutti luoghi dove l'enorme energia elettrica necessaria è prodotta da fonti fossili, e quindi genera CO2 a palate. Inoltre, l'estrazione di bauxite ha conseguenze durature per le persone, le piante, gli animali, l'aria, la terra e l'acqua delle aree locali.

Le cose potrebbero migliorare se si riuscisse a riciclare tutto l'alluminio: attualmente solo il 50% delle lattine viene riciclato. E vi sono alcune linee di produzione che non usano alluminio riciclato, come i produttori di auto, aerei e computer.

Tutto ciò fa presumere che le lattine di alluminio siano molto meno verdi di quanto vogliano farci credere. La bottiglia più verde è quella riutilizzabile, come avviene con la birra in molte parti dell'Europa e in Canada, ma non in Italia.

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